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Monitoraggio mensile provvedimenti di sospensione delle attività imprenditoriali

19 gennaio 2017

In un contesto di sempre maggiore attenzione, anche in ambito europeo, verso il lavoro sommerso e irregolare, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali considera la lotta allo sfruttamento del lavoro "nero" una delle sue priorità programmatiche, nella convinzione che azioni incisive di contrasto siano indispensabili, in primo luogo, per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ma anche per la difesa delle condizioni dei lavoratori sotto il profilo retributivo e contributivo e della situazione economica delle aziende, altrimenti soggette a fattori distorsivi della libera concorrenza.

Tra i più significativi strumenti - sia di carattere "preventivo", (quali il libro unico del lavoro, le comunicazioni preventive di assunzione, il DURC), che di carattere più strettamente "sanzionatorio" - mirati a contrastare il fenomeno, si evidenzia la possibile adozione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale in presenza di gravi violazioni in materia di lavoro e di tutela della salute e della sicurezza.

Tale potere, previsto dall' art. 14 del D.lgs. n. 81/2008, il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, rappresenta, infatti, un incisivo strumento di contrasto al lavoro irregolare, che consente al personale ispettivo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di sospendere l'attività imprenditoriale in caso di violazioni nei seguenti casi:

  1. impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro;
  2. in presenza di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza.

Per le violazioni in materia prevenzionistica la prerogativa della sospensione è estesa anche agli organi di vigilanza delle Aziende Sanitarie Locali.

 

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