Accogliendo le istanze di approfondimento evidenziate dal Gruppo di lavoro “Azioni positive” in merito ad una rilevazione sullo stato di attuazione degli accordi contrattuali che prevedono, a partire dal 1987, la costituzione di Comitati Pari Opportunità (CPO) all’interno di ciascun comparto della P.A., la Consigliera nazionale ha affidato al CDS Isfol la realizzazione di un Dossier tematico che, a partire da una ricostruzione del contesto normativo e culturale in cui si sono sviluppati i CPO, si propone di evidenziare le criticità che concretamente ne hanno finora rallentato – se non, in taluni casi, addirittura impedito – il “decollo” quali organismi fondamentali nella promozione e realizzazione dei principi di parità e pari opportunità nel lavoro.
Il Dossier in questione propone, inoltre, un focus tematico sui Comitati Universitari, che rappresentano una realtà organizzativa importante, e per certi versi sui generis, nel contesto generale dei CPO.
Nell’ambito del Dossier è stato elaborato un questionario – che si allega in copia alla presente informativa – finalizzato a rilevare, in primo luogo, la costituzione del CPO all’interno delle amministrazioni pubbliche, in secondo luogo, il grado effettivo di attività che tali organismi riescono a svolgere all’interno dell’ente di riferimento.
Tale strumento – definito in accordo con il Gruppo di lavoro “Azioni positive” – si propone di rilevare alcuni dati ritenuti particolarmente significativi sui Comitati in relazione agli obiettivi della ricerca, senza la pretesa di fornire un quadro “esatto” su tali organismi e nella consapevolezza che, nonostante il consistente numero di quesiti previsti, alcuni aspetti possano risultare inevitabilmente “trascurati”.
Il questionario è strutturato in quattro sezioni: (a) Costituzione, composizione, funzionamento ed organizzazione interna del Comitato; (b) Attività del Comitato nell’ambito dell’Amministrazione ed iniziative in tema di azioni positive; (c) Rapporti con l’Amministrazione e grado di autonomia del Comitato; (d) Rapporti con altri organismi di parità e di tutela dei lavoratori sul luogo di lavoro.
L’esigenza di conoscere questi dati è strettamente collegata al ruolo che le Consigliere di parità sono chiamate a svolgere in base al D.Lgs. 196/2000 (così come confluito nel recente D.Lgs. 198/2006). Tale normativa ha ampliato e rafforzato le competenze di queste figure, ponendo altresì l’accento sulla funzione di collegamento e collaborazione che la stessa deve tenere, nell’ambito della propria competenza territoriale, con gli organismi e le istituzioni di parità, operando in sinergia con essi per la realizzazione delle pari opportunità.
In riferimento alla funzione di monitoraggio e verifica sull’attuazione dei Piani Triennali di Azioni positive nella P.A., risulta ancora più rilevante, per le Consigliere di parità, identificare modalità di raccordo e di azione congiunta con i CPO, considerando che l’art. 48 del D.Lgs. 198/2006 (come già il D.Lgs.196/2000 art. 7 comma 5) stabilisce che i suddetti Piani vengano predisposti dalle pubbliche amministrazioni previa consultazione con il CPO, le rappresentanze sindacali e le Consigliere di parità.
La rilevazione dei Comitati Pari Opportunità si struttura in due fasi principali di svolgimento: la prima fase, in corso di realizzazione, prevede la somministrazione del questionario – in via sperimentale, per testarne l’effettiva efficacia ed il grado di risposta cui può dar luogo – ai Comitati delle Amministrazioni centrali dello Stato (Ministeri, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Corte dei Conti, Consiglio Superiore della Magistratura, ecc.), l’elaborazione dei dati raccolti e la pubblicazione degli stessi in uno specifico Dossier; la seconda fase prevede di estendere il campo di applicazione anche alle Amministrazioni locali, cui verrà somministrato analogo questionario.
L’obiettivo finale è quello di disporre progressivamente di una “mappatura” dei CPO esistenti – e realmente operanti – nelle amministrazioni pubbliche, anche in prospettiva di eventuali sinergie ed azioni congiunte con le Consigliere di parità.