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5 novembre 2007
I dati della Direzione Regionale del Lavoro della Valle d’AOSTA
CONTROLLI NEI CANTIERI EDILI “Irregolarità in 74 imprese su 102”
Si è conclusa lo scorso 30 settembre la campagna nazionale di vigilanza in edilizia denominata “diecimila cantieri” fortemente voluta dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e puntualmente attuata a livello periferico durante il quadrimestre giugno settembre. «La Direzione regionale del lavoro della Valle d’Aosta - spiega il direttore Fabio Ferraresi - ha destinato risorse umane e mezzi per intensificare i controlli ispettivi sia sul fronte della sicurezza sia su quello amministrativo, in un settore, quello edile, la cui manodopera è spesso colpita da gravi infortuni con conseguenze talvolta mortali. Grazie anche alla preziosa collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, presente sul territorio, e del Nucleo Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro, sono stati effettuati 59 accessi ispettivi in altrettanti cantieri dove operavano 102 imprese, di cui 72 in situazione di irregolarità sia in relazione all’impiego di personale sia in materia di sicurezza. Le violazioni in materia di manodopera (74 i lavoratori interessati) riguardano 16 lavoratori in nero (di cui 13 occupati da imprese con sede fuori Valle), 3 dei quali clandestini; svariate inadempienze in materia di esposizione del tesserino di riconoscimento, di obblighi di comunicazione nei confronti di enti ed altre, sempre di natura amministrativa, che hanno portato all’emanazione di 95 provvedimenti sanzionatori da parte degli ispettori del lavoro, per un importo complessivo di 126mila euro». Di particolare rilievo i due provvedimenti di sospensione dell’attività in cantiere, adottati, ai sensi della Legge Bersani, nei confronti di altrettante imprese che impiegavano lavoratori in nero in percentuale superiore al 20 per cento dell’organico presente. Le 65 violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, per la quasi totalità di natura penale, attengono principalmente ad irregolarità dell’impiantistica elettrica (13), a pericoli di caduta dall’alto (27), al mancato o scorretto uso dei dispositivi di protezione individuale e di attrezzature di lavoro (11). Gli ispettori tecnici della Direzione regionale del lavoro hanno elevato, per tali inadempienze, sanzioni penali pari ad 22mila e 500 euro. Severo, a tal proposito, il commento dei sindacati di categoria: «I dati forniti dalla Direzione regionale del Ministero del Lavoro dimostrano, indiscutibilmente, che le irregolarità riscontrate nei cantieri edili della Valle d’Aosta, siano esse amministrative, penali o di sicurezza, sono un “bubbone” difficile da estirpare. Ancora una volta, nella nostra regione si registrano dati superiori alla media nazionale in una classifica che certamente non ci fa onore». In Italia, sempre secondo il Ministero del Lavoro, la media delle imprese risultate irregolari è pari al 57 per cento (24.517), su un numero di imprese controllate pari a 43.076; in Valle d’Aosta il numero delle imprese controllate è pari a 102, di cui irregolari 72: oltre il 70 per cento. Per i sindacati è dunque necessario «fare una profonda riflessione su un fenomeno di tale portata, per porre rimedio, anche, a quelle che possono essere le conseguenze più tragiche, e cioè, gli infortuni gravi o mortali che si riscontrano nei cantieri». Le segreterie regionali sindacali chiedono, infine, che «venga fatta rispettare la legge regionale sugli appalti pubblici, dei capitolati speciali e generali di appalto, specie per la parte che riguarda l’obbligo per le imprese di iscrivere i propri dipendenti alla Cassa Edile della Valle d’Aosta».
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