Elaborazione e sperimentazione di modelli di Orientamento per favorire l'occupazione nelle Aree appenniniche
Il progetto realizzato dal Ministero del lavoro in collaborazione con l'Istituto per l'Agrometeorologia e l'Analisi ambientale applicati all'agricoltura del C.N.R. di Firenze, si inserisce nell'ottica proposta dall'Agenda 2000, la quale identifica in una pluralità di azioni congiunte (valorizzazione delle produzioni tipiche e di qualità, integrazione delle attività agricole con l'attività artigianale e delle Pmi, valorizzazione delle vocazioni storiche e naturalistiche del territorio attraverso l'attività agrituristica), definite "sviluppo rurale", la linea sulla quale rilanciare l'economia e l'occupazione delle aree marginali.
Il quadro che emerge dall'insieme di tali attività richiede un'opportuna azione di orientamento per uno sviluppo integrato (rispetto al tradizionale approccio per singoli comparti) allo scopo di sensibilizzare la classe imprenditoriale, le istanze pubbliche e private, le associazioni di categoria, le strutture formative e l'utenza finale, verso la valorizzazione di alcune produzioni e di alcune professionalità.
Gli obiettivi
Il progetto ha affrontato gli aspetti concernenti la valorizzazione della produzione del castagno che caratterizza buona parte delle aree appenniniche, rappresentando un modello estendibile ad aree diverse e a produzioni similari. Lo studio ha analizzato la produzione del castagno in due aree (Comunità montana del Mugello – Comunità montana della Montagna Fiorentina e Comunità montana Serinese –Solofrana in provincia di Avellino), e la sua integrazione con le attività artigianali e delle Pmi e l'attività agrituristica, individuando professionalità mancanti verso cui indirizzare un'attività di orientamento e di formazione.
Le azioni realizzate
La ricerca ha sottoposto ad analisi tutti i settori coinvolti (risorse naturali, risorse produttive, infrastrutture, risorse storico/artistiche, risorse umane e professionali, mercato, risorse finanziarie e legislazione), organizzando le informazioni raccolte in una banca dati e in un Sistema informativo geografico. Tali strumenti hanno poi costituito la base di azioni di modelli di orientamento sperimentati presso uffici e centri già esistenti sui territori presi in considerazione, con l'obiettivo di trasferire conoscenze ed esperienze utili tra le aree interessate, favorire la mobilità occupazionale nelle suddette zone e stimolare possibili joint ventures.
Analizzando i risultati ottenuti dal progetto si nota come le due aree esaminate mostrino realtà distanti ma anche delle caratteristiche comuni nelle strutture produttive e di trasformazione (ridotte dimensioni aziendali e conduzione familiare o
part-time) e nelle figure professionali richieste (difficoltà a reperire manodopera per la raccolta, per la potatura e per l'innesto).
Per ogni area sono state individuate in particolare alcune figure professionali o imprenditoriali delle quali è stata individuata la mancanza e sulle quali potrebbe concentrarsi l'attività di orientamento e formazione delle strutture presenti sul territorio. A titolo esemplificativo riportiamo alcune delle professionalità mancanti nelle due aree esaminate: promotore di eventi territoriali, promotore del patrimonio culturale, operatore e programmatore turistico, potatori e innestatori, esperti in tecnologia e commercio del legno, consulenti di produzione e di
marketing.