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"Libretto formativo del cittadino"

art. 2 comma i) Decreto Legislativo 10 settembre 2003 n. 276



Che cosa è? 

Il Libretto Formativo del cittadino  è uno strumento pensato per raccogliere, sintetizzare e documentare le diverse esperienze di apprendimento dei cittadini lavoratori nonché le competenze  da essi comunque acquisite: nella scuola, nella formazione, nel lavoro, nella vita quotidiana. Ciò al fine di migliorare la leggibilità e la spendibilità delle competenze e l'occupabilità delle persone. Il Libretto Formativo è stato definito in una sede istituzionale nazionale (con il DECRETO Interministeriale del 10 ottobre 2005) e viene gestito e rilasciato a cura delle Regioni e Province Autonome nell'ambito delle loro esclusive competenze in materia di formazione professionale e certificazione delle competenze. Attualmente il Libretto Formativo sarà introdotto in via sperimentale solo in alcune Regioni. Tale sperimentazione si svolgerà nell'arco del 2006 con modalità di applicazione differenziate nelle singole Regioni ma secondo un piano di lavoro comune e condiviso. Al termine di questo anno di sperimentazione, si potrà avviare diffusione e la messa a regime del Libretto per tutti i cittadini che lo richiederanno. 


Funzioni del Libretto Formativo del cittadino  

Il Libretto Formativo rappresenta lo strumento chiave per la trasparenza dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita. I concetti di lifelong e lifewide learning sottolineano la necessità, per gli individui, di potersi formare, valorizzare le proprie esperienze e apprendere in modo continuo esercitando i propri diritti di cittadinanza e di sviluppo professionale. Oggi è infatti fondamentale saper utilizzare gli strumenti e i linguaggi della società dell'informazione, ma anche saper leggere la realtà, affrontare percorsi formativi e lavorativi differenziati, sapersi orientare e muovere nella vita e nel lavoro. In questo contesto il Libretto formativo si pone come strumento di documentazione trasparente e formalizzata di dati, informazioni, certificazioni, utilizzabile dall'individuo nel suo percorso di apprendimento, crescita e mobilità professionale. Questa concezione del Libretto è coerente con le strategie e le azioni dell'Unione Europea finalizzate alla trasparenza delle competenze e alla mobilità delle persone tanto che il Libretto può essere considerato il corrispettivo italiano di EUROPASS[1].  Se infatti Europass rappresenta il passaporto delle qualifiche e delle competenze che favorisce la "portabilità" delle stesse in Europa, il Libretto rappresenta la carta d'identità per muoversi sia sul territorio nazionale, sia attraverso le diverse esperienze di apprendimento e lavoro. Il Libretto inoltre si pone in coerenza e sinergia con la Borsa Continua del Lavoro per favorire l'incontro domanda-offerta di lavoro. Il Libretto è dunque utile e fruibile dal mercato del lavoro e dal sistema dell'education, ma è primariamente uno strumento di valorizzazione della persona, che volontariamente sceglie di utilizzarlo, nonché riconoscibile dalle istituzioni per la garanzia e la tutela dei soggetti.
  

A chi è utile?
 
Utilità per la persona 
Il Libretto formativo, rappresenta, per la persona, uno strumento di comunicazione che risponde a tre obiettivi principali:

  • fornire informazioni sul soggetto e sul suo curriculum di apprendimento formale, non formale e informale, per la ricerca di un lavoro, per la mobilità professionale e per il passaggio da un sistema formativo all'altro;
  • rendere riconoscibili e trasparenti le competenze comunque acquisite e sostenere in questo modo l'occupabilità e lo sviluppo professionale;
  • aiutare gli individui a mantenere consapevolezza del proprio bagaglio culturale e professionale anche al fine di orientare le scelte e i progetti futuri.  


Utilità per il mercato del lavoro
Per il mercato del lavoro e per il sistema delle imprese, il Libretto formativo, rappresenta uno strumento di informazione, finalizzato a:

  • evidenziare in modo omogeneo ed attendibile il percorso formativo e professionale del soggetto, dando visibilità al patrimonio complessivo della persona e ai suoi punti di forza;
  • facilitare la riconoscibilità di professionalità e competenze individuali all'interno di un percorso di inserimento (ad esempio nei contratti di apprendistato) e mobilità lavorativa (ad esempio nelle varie forme di contratto flessibile).

Utilità per le istituzioni
Per le istituzioni locali e per il sistema dell'education (istruzione e formazione professionale), il Libretto formativo rappresenta uno strumento di garanzia finalizzato a:

  • formalizzare e definire standard minimi di un servizio utile alla concreta valorizzazione delle esperienze e competenze della singola persona espresse in un quadro sintetico in funzione di una loro migliore spendibilità;
  • garantire - anche in una dimensione europea - la trasparenza e la leggibilità delle informazioni e dei dati formativi e professionali della persona, anche attraverso la condivisione di un linguaggio istituzionale delle competenze;
  • garantire la visibilità delle competenze e delle esperienze maturate dagli individui in una logica di mobilità geografica e professionale e di apprendimento su tutto l'arco della vita.
     

Pur essendo utile ai diversi attori sociali, il Libretto formativo si pone principalmente come uno strumento che ha carattere di servizio e di volontarietà per il cittadino. In ragione di ciò responsabile della manutenzione del Libretto è essenzialmente l'individuo che ne è titolare e che, con l'ausilio dei servizi di orientamento o formazione preposti, potrà gradualmente aggiornarlo, ampliarlo e migliorarlo.
 

Specifiche tecniche

La previsione della realizzazione di un "libretto formativo" era già contenuta in vari provvedimenti normativi nazionali (Accordo Stato-Regioni del 18 febbraio 2000, DM 174/2001 sulla Certificazione delle competenze)
 
Il D.Lgs. 276/2003 attuativo della Legge Biagi conferma e integra quanto previsto dai precedenti provvedimenti avviando il percorso di definizione e condivisione socio-istituzionale del Libretto Formativo.
 
Al termine di questo percorso il Libretto Formativo del Cittadino è stato approvato ufficialmente con il DECRETO Interministeriale del 10 ottobre 2005:"Approvazione del modello di libretto formativo del cittadino, ai sensi del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, articolo 2, comma 1, lettera i)"

Alla definizione del Libretto ha provveduto un gruppo di lavoro promosso dal Ministero del Welfare e composto dai ministeri coinvolti (Ministero del Welfare e Ministero dell'Istruzione), dalle Regioni e Province autonome e dalle Parti sociali. L'ISFOL ha svolto il ruolo di organismo di assistenza tecnica.

Il percorso si è concluso con un accordo su:

  • il format del Libretto formativo (approvato tramite il suddetto Decreto Interministeriale del 10 ottobre 2005);
  • un documento tecnico di accompagnamento al format;
  • l'intesa di avviare un percorso di sperimentazione, gestito in autonomia dalle singole Regioni, con una regia nazionale e con il supporto e il monitoraggio dell'Isfol.

La sperimentazione si avvia del 2006, riguarderà 11 Regioni e Province Autonome e si realizzerà lungo l'arco di un  anno con modalità di applicazione differenziate nelle singole Regioni ma secondo un piano di lavoro comune e condiviso A partire dagli esiti di tale sperimentazione, si potrà avviare diffusione e la messa a regime del Libretto per tutti i cittadini che lo richiederanno.  

In fase sperimentale, gli operatori preposti nell'ambito di ciascuna realtà regionale, avranno il compito di assistere  gli individui (proporzionalmente al fabbisogno) nell'attività di gestione e aggiornamento del Libretto, fornendo loro conoscenze e competenze necessarie a selezionare le informazioni,  valutare le proprie esperienze anche di tipo informale e non formale e trascriverle nel Libretto. In tal senso l'azione sperimentale deve fornire indicazioni utili alla definizione delle modalità a regime di gestione e aggiornamento del Libretto. E' da sottolineare infine come il Libretto Formativo sia pensato come strumento longitudinale utile per accompagnare l'individuo nel percorso di apprendimento e di mobilità professionale su tutto l'arco della vita. In tale prospettiva l'utilizzo del Libretto Formativo è previsto a partire dai giovani, raccogliendo, ove necessario e utile, informazioni relative al percorso di apprendimento realizzato dopo la scuola dell'obbligo. Tuttavia può essere rilasciato anche a persone adulte con consistenti esperienze pregresse al fine di agevolare il rientro in formazione, la mobilità interprofessionale o geografica, la transizione lavorativa. La gestione del Libretto,  non potrà, pertanto,  limitarsi ad una mera e burocratica registrazione, ma assolve anche al compito di sostenere l'identità socio-professionale dell'individuo  e la spendibilità delle competenze acquisite. Nell'ambito di questo processo l'Isfol fornirà un supporto di carattere tecnico metodologico (Linee Guida, informazioni per gli amministratori e gli operatori coinvolti nella sperimentazione) nonché una funzione di monitoraggio della sperimentazione.



Per informazioni

Ministero del lavoro e della previdenza sociale DG politiche per l'orientamento e la formazione Divisione II
tel 06 46834027
fax 06 46834197    



[1]Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea relativa al quadro unico per la trasparenza delle qualifiche e delle competenze (Europass), del 15 dicembre 2004.    




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