La cooperazione transnazionale all’interno dell’Iniziativa comunitaria Equal
La cooperazione transnazionale sperimentata in Equal è stato l’aspetto che più di ogni altro ha impresso in questi anni una spinta verso l’innovazione delle politiche nazionali.
A livello nazionale, infatti, policy maker e amministratori locali, operatori, beneficiari dei differenti paesi hanno avuto l’opportunità di scambiare esperienze e know-how e di sviluppare congiuntamente strumenti e prodotti, trasferendo poi queste esperienze nelle politiche e nelle prassi dei rispettivi sistemi.
Solo nella seconda fase di Equal, circa 2.700 beneficiari intermedi hanno partecipato ad attività di formazione congiunta e scambio di operatori all’estero: risultato tutt’altro che trascurabile se si ricorda che tra i beneficiari di Equal troviamo anche soggetti fortemente svantaggiati.
In ambito transnazionale gli Stati membri hanno aderito a reti europee su temi di interesse nazionale che hanno permesso di acquisire conoscenze e know-how per affrontare sfide e conseguire obiettivi comuni.
Ciò ha permesso ai soggetti coinvolti di esercitare un ruolo di crescente protagonismo nei processi di riforma europei.
Ad esempio, dagli scambi attivati in Equal è nato e muove i primi passi un NetworK europeo sull’inclusione della popolazione rom che si svilupperà nel corso della prossima programmazione.
Il trasferimento di competenze da Equal è già in atto: l’Italia, infatti, è capofila del gruppo di lavoro europeo responsabile della costruzione della banca dati comunitaria e della relativa strumentazione per la ricerca dei partner nell’ambito della programmazione Fse, il tutto a partire dall’esperienza svolta in Equal.