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Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale

 
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Primo piano
 

Sintesi dell'attività internazionale del Ministero del Lavoro nel primo Semestre di Governo

Nota Informativa n° 2
Dicembre 2006


Introduzione  
In aderenza alle priorità fissate nel programma di Governo, sin dalle prime fasi della sua proiezione internazionale il Ministro Damiano ha evidenziato i nuovi indirizzi delle politiche pubbliche del lavoro e della previdenza sociale. Il Ministro ha colto l’occasione della partecipazione a numerosi consessi europei ed internazionali per sottolineare l’importanza di perseguire gli obiettivi della qualità del lavoro, della stabilizzazione dei rapporti di lavoro, dell’investimento nel capitale umano e del contrasto alle forme di lavoro irregolare.
Tali considerazioni sono state al centro degli interventi del Ministro Damiano:
 - al Consiglio dei Ministri (Occupazione) dell’Unione Europea (Lussemburgo 1° giugno, Bruxelles 26 ottobre e 7 novembre);
- alla Conferenza Internazionale del Lavoro presso l’OIL (Ginevra, 7 giugno);
- alla Prima Conferenza dei Ministri del Lavoro dei Paesi ASEM “Asia Europe Meeting” (Potsdam, 3-5 settembre);
- alla Riunione Ministeriale Lavoro dei Paesi G8 (Mosca 9-10 ottobre).
Le posizioni italiane sono state inoltre illustrate in numerosi incontri bilaterali con Ministri omologhi di altri Paesi membri dell’UE (tra gli altri Spagna, Francia, Germania, Finlandia, Belgio) a margine degli eventi citati nonché in un primo approfondito contatto con gli eurodeputati italiani (Bruxelles 30 novembre).      

Programma Nazionale di Riforma 2006-2008.
Contributi in tema di occupazione e protezione sociale  

I nuovi orientamenti accennati sono stati messi a punto e presentati in alcuni rilevanti documenti di Governo, trasmessi in sede europea, a testimonianza di un rinnovato interesse ed impegno dell’Italia sui temi sociali e del lavoro. In questo quadro si segnala, in primo luogo, il contributo sull’occupazione e inclusione sociale contenuto nel Rapporto sullo stato di attuazione del Programma Nazionale di Riforma, approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 ottobre 2006, per il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona di crescita e occupazione. Si ricorda inoltre il contributo sulle politiche previdenziali confluito nel Piano d’azione nazionale per l’inclusione sociale, che delinea gli interventi previsti nel settore pensionistico al fine di garantirne l’equilibrio, la sostenibilità e l’equità, nel solco del Memorandum siglato dal Governo con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.  

Orario di lavoro  

In ambito Unione Europea, orizzonte privilegiato di presenza e di negoziato, il Ministro Damiano ha sostenuto l’importanza di garantire una tutela adeguata dei lavoratori e il rispetto delle condizioni minime nei rapporti di lavoro.      
In tale contesto è stata modificata radicalmente la posizione italiana nel negoziato sulla Direttiva che fissa requisiti minimi per l’organizzazione dell’orario di lavoro. La linea assunta al riguardo intende escludere deroghe alla durata massima dell'orario di lavoro (48 ore settimanali) con un periodo di calcolo di 12 mesi, allo scopo di porre termine - sia pur gradualmente - alle eccezioni vigenti in quei Paesi che attualmente riconoscono la facoltà del lavoratore di scegliere individualmente, nel rapporto con il proprio datore di lavoro, di lavorare permanentemente (ossia al di fuori del periodo di riferimento di 12 mesi) un numero di ore maggiore rispetto alle 48 ore settimanali (opt out). Questo atteggiamento muove dalla consapevolezza che la questione dell’orario di lavoro presenta evidenti risvolti politici, specialmente in ordine alla possibilità di rilanciare un modello di Europa sociale - fortemente auspicata da parte italiana - che passi attraverso l’armonizzazione di norme a tutela del lavoratore. La rinuncia a prevedere una disciplina comune armonizzata avrebbe la conseguenza di rendere i rapporti di lavoro più fragili a discapito del lavoratore, insieme a minori tutele della sua salute e sicurezza.
La nuova posizione italiana sull’orario di lavoro è stata accolta con favore dai sindacati confederali italiani - i quali sono stati costantemente consultati e coinvolti sulla questione - nonché dalla Confederazione europea dei sindacati ed è risultata altresì apprezzata dalla Confindustria.    

Dimensione sociale della globalizzazione  

Di fronte all’apertura dei mercati e alla competizione globale che spingono al ribasso ciò che il diritto del lavoro ha costruito nel tempo a favore delle tutele dei lavoratori, il Ministro Damiano ha affermato in varie sedi europee ed internazionali l’obiettivo di perseguire la stabilità del lavoro, la qualità dell’occupazione, la formazione continua e la protezione sociale dei lavoratori.
Su tali punti le posizioni espresse sono state sempre speculari a quelle enunciate a livello nazionale e hanno riconfermato l’impegno ad individuare risposte adeguate ai problemi occupazionali nel contesto del rilancio del dialogo sociale e della concertazione.
In questo ambito anche da parte italiana è stato condiviso il rilievo centrale della nozione di “flessicurezza”, ossia di un sistema in grado di coniugare le esigenze di flessibilità delle imprese con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, garantendo un quadro normativo di riferimento per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro ed evitando l’uso distorto delle diverse tipologie contrattuali. E’ stata in particolare richiamata l’esigenza di “buona flessibilità” che riduca il perimetro della precarietà e del sommerso e favorisca la stabilizzazione del rapporto di lavoro, a tutela soprattutto di quelle categorie oggi ai margini del mercato del lavoro quali i giovani, le donne e i lavoratori ultracinquantenni.  
Un esempio concreto di tale impostazione è stato il negoziato sulla proposta di Regolamento istitutivo del Fondo europeo per l’adeguamento alla globalizzazione.      
La delegazione italiana si è adoperata con successo affinché il nuovo strumento finanziario, operativo dal 2007, venga attivato in tutti i casi di “esuberi” - superiori alla soglia di 1000 lavoratori - che interessino anche due regioni confinanti, rendendo quindi possibile l’utilizzo del Fondo anche per i lavoratori in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria e a seguito di situazioni di crisi che colpiscano aree contigue di uno stesso distretto produttivo.    

Informazione e consultazione dei lavoratori  

Sono stati emessi di recente due avvisi comuni delle parti sociali per il recepimento di altrettante direttive europee. Il primo riguarda la trasposizione della direttiva n. 2003/72 che prevede il coinvolgimento dei lavoratori nella società cooperativa europea; il secondo si riferisce alla direttiva n. 2002/14 che aggiorna il quadro giuridico in materia di informazione e consultazione dei lavoratori. Su tali basi, indicative del metodo della concertazione e della valorizzazione dell’autonomia collettiva, il Governo sta procedendo celermente, in collaborazione con il Parlamento, ad assicurare il recepimento di tali atti nell’ordinamento italiano.    
Infine - proprio nello spirito concertativo appena evocato ed al fine di elaborare posizioni meditate e condivise da sostenere in sede internazionale ed europea - il Ministero del Lavoro ha avviato un ampio dialogo con le parti sociali sui temi europei del lavoro e della previdenza sociale. In tale contesto è stato istituito un tavolo di consultazione con le organizzazioni sindacali e datoriali che si riunisce ad intervalli regolari in previsione dei maggiori appuntamenti dell’agenda europea. Si intende altresì promuovere momenti di dibattito in forma seminariale su argomenti specifici, con la partecipazione di soggetti istituzionali nazionali e locali, rappresentanti dei lavoratori e delle imprese, studiosi ed esperti. Il primo seminario si è tenuto l’11 dicembre al CNEL sul tema della flessibilità e sicurezza nel mercato del lavoro.