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F.A.Q. Rete Eures: una scelta tra i quesiti più richiesti  

Che cos'è EURES?
EURES (European Employment Services - Servizi europei per l'impiego) è una rete di cooperazione formata dai servizi pubblici per l'impiego, a cui partecipano anche i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro. Il suo obiettivo è facilitare la libera circolazione dei lavoratori nello Spazio economico europeo (25 paesi membri dell'Unione europea, Norvegia e Islanda) e in Svizzera  

Quale area geografica è coperta da EURES?
EURES copre 28 paesi: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Polonia, Regno Unito, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria  

Chi può usufruire dei servizi EURES
La rete EURES è stata istituita sia per le persone in cerca di lavoro interessate a trasferirsi in un altro paese per lavorare e studiare, sia per i datori di lavoro che desiderano assumere persone di un altro paese.  

Occorre pagare per i servizi EURES?
EURES è un servizio gratuito sia per chi cerca lavoro che per i datori di lavoro, ed è sottoposto a prerequisiti fissati dai singoli membri di EURES.  

Con quale frequenza viene aggiornata la banca dati EURES?
La banca dati EURES delle offerte di lavoro è aggiornata quotidianamente. Le informazioni sulle tendenze del mercato del lavoro e sulle condizioni di vita e di lavoro sono aggiornate almeno due volte all'anno.  

Che tipo di informazioni offre il portale EURES?
Il portale EURES offre non solo informazioni sulle offerte di lavoro nello Spazio Economico Europeo (SEE) e in Svizzera, ma anche un'analisi del mercato del lavoro di tutti i paesi e di tutte le regioni, informazioni pratiche sulle condizioni di vita e di lavoro in Europa, nonché una banca dati on-line contenente i CV di chi cerca lavoro
 
Dove si possono trovare informazioni precise sui propri diritti e doveri quando ci si trasferisce in un altro paese?
La banca dati sulle condizioni di vita e di lavoro contiene informazioni su una serie di questioni importanti come la ricerca di un alloggio o di una scuola, le imposte, il costo della vita, la sanità, la legislazione sociale, la comparabilità delle qualifiche, ecc.    

In quali lingue è disponibile il portale EURES?
Il portale EURES sulla mobilità dei lavoratori è disponibile nelle venti lingue ufficiali dell'Unione europea: ceco, danese, estone, greco, finlandese, francese, inglese, italiano, lettone, lituano, maltese, olandese, polacco, portoghese, slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco e ungherese. Il nostro obiettivo è fornire il maggior numero di informazioni in tutte le venti lingue comunitarie, o almeno in inglese, francese e tedesco. Attualmente, le informazioni contenute nella sezione "Condizioni di vita e di lavoro" sono disponibili in inglese, francese, tedesco e, nella maggior parte dei casi, anche nella lingua nazionale del paese in questione.

Perché la Commissioneeuropea promuove la mobilità?
Una maggiore mobilità dei lavoratori, sia tra le occupazioni (mobilità professionale) sia tra e nei paesi (mobilità geografica), può contribuire al progresso economico e sociale, ad un alto livello di occupazione e al raggiungimento di uno sviluppo sostenibile ed equilibrato. Essa permette anche all'economia europea, all'occupazione e ai lavoratori di adattarsi in modo più flessibile ed efficace alla situazione mutevole di un'economia mondiale aperta alla concorrenza. Una maggiore mobilità fra gli Stati membri favorirà anche un'integrazione politica più stretta nell'UE. L'Europa offre eccezionali possibilità a chiunque sia disposto a trasferirsi per migliorare la propria condizione, ma nonostante ciò gli europei sono estremamente statici. Nel 1999 si è trasferito da una regione all'altra l'1,2% della popolazione dell'UE, mentre negli Stati Uniti si è trasferito da uno Stato all'altro il 5,9% della popolazione. Nel 2000 si sono trasferite da uno Stato all'altro 225.000 persone (lo 0,1% della popolazione dell'UE). Lo 0,2% della popolazione attiva totale dell'UE vive in un paese e lavora in un altro. Dei 34 milioni di lavoratori che vivono nelle regioni di frontiera, l'1,4% o 497.000 lavorano in un paese che non è il proprio (dati del 1999). Il 16,4% dei lavoratori dell'UE ha lavorato per meno di un anno per l'attuale datore di lavoro, rispetto al 30% degli USA (nel 2000)    

Quali vantaggi comporta il trasferimento in un altro paese?
Trascorrere un periodo di studio o di lavoro all'estero può dare molto: un vero cambiamento d'ambiente, nuovi orizzonti personali, il contatto quotidiano con una cultura diversa, l'occasione ideale per imparare una nuova lingua, la possibilità di lavorare o di studiare con persone di provenienza diversa, di scambiare idee e di confrontare esperienze.