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Attività ispettiva

OPERAZIONE “CENTRI BENESSERE”

La Direzione generale per l’Attività Ispettiva ha programmato, per due settimane complessive nel periodo dal 2 maggio al 30 giugno 2008, una specifica azione ispettiva straordinaria, avente ad oggetto i “centri benessere”.
Scopo della suddetta operazione è stato quello di verificare, nell’ambito delle strutture sopra specificate, l’eventuale ricorso a tipologie contrattuali non genuine, visto il frequente utilizzo di contratti a progetto, d’opera, etc., nonchè di rilevare eventuali altre irregolarità in materia di lavoro e legislazione sociale.

Le regioni coinvolte sono state in tutto diciannove ed, in particolare, le seguenti: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e la provincia autonoma di Bolzano.

Il coordinamento delle attività è stato affidato ai Direttori regionali territorialmente competenti in sinergia con i Direttori provinciali, con l'ausilio dei corrispondenti NIL e congiuntamente agli Istituti.

Sono state ispezionate complessivamente 2.225 aziende, delle quali 847 sono risultate irregolari (il 38,07%). Il 23,81% dei lavoratori occupati è risultato irregolare, in particolare il 30,73% è risultato essere “in nero”.

Dalle verifiche effettuate è emerso l’impiego, inoltre, di 15 minori (circa il 3% dei lavoratori irregolari).
Di conseguenza, sono stati adottati 30 provvedimenti penali e 1.720 provvedimenti amministrativi.

Di rilievo anche l’importo delle sanzioni amministrative irrogate, pari a circa € 3.524.997,27 nonché quello del recupero dei contributi e dei premi, pari a circa € 2.988.897,50.

Sono stati adottati 76 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, ex art. 14 del D.Lgs 81/08, dei quali 55 sono stati in seguito revocati per l’avvenuta regolarizzazione delle violazioni contestate.
Si evidenzia, infine, che è stato frequentemente rilevato, nel corso della vigilanza, il distorto utilizzo di tipologie contrattuali quali l’associazione in partecipazione, il part-time, il lavoro a progetto, etc. per le quali si è proceduto al disconoscimento dei relativi rapporti.    

Tabella riepilogativa dati (formato .pdf 11,91 Kb)