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Città Riservatarie Legge "285"  

Il Tavolo di Coordinamento con le Città Riservatarie, ai sensi della Legge 285/97, è stato istituito con l’obiettivo di confrontarsi sull’ipotesi di rilancio della Legge "285", considerando sia gli aspetti finanziari sia quelli relativi, in particolare alle politiche per l’infanzia, attraverso il rafforzamento e/o la revisione dello strumento della progettazione 285. 

Il lavoro comune si fonda sulla metodologia del “coordinamento aperto”, implementata dall’Unione Europea nell’ambito della strategia di Lisbona e fondata essenzialmente su:
- identificazione e definizione congiunta di obiettivi da raggiungere;
- elaborazione congiunta di strumenti di misura (statistiche, indicatori, linee guida); 
- benchmarking, vale a dire l’analisi comparativa dei risultati delle politiche e lo scambio di pratiche
  ottimali.

In tale quadro è stato definito un piano di lavoro che successivamente  ha delineato il processo di elaborazione della  presente Relazione sullo stato di attuazione della legge 285/97, dando vita anche all’organizzazione di seminari interni al Tavolo di Coordinamento.
Il ciclo di seminari che ha preso l’avvio a giugno 2009 e tuttora in corso di realizzazione, è stato dedicato, in una prima fase, alla presentazione e alla discussione dei risultati preliminari della ricognizione, volta ad individuare esperienze esemplificative di “buone pratiche” in quattro aree di progettualità scelte dal Tavolo:
 
a) sviluppo di servizi educativi per la prima infanzia
b) contrasto alla povertà e all’esclusione sociale
c) prevenzione dell’allontanamento di bambini e adolescenti dalla famiglia di origine
d) promozione della partecipazione nei contesti di vita quotidiana.

La possibilità di beneficiare di una riflessione congiunta con gli amministratori ha apportato un valore aggiunto fondamentale all’analisi condotta sulla programmazione e progettualità finanziata con il fondo 285.

Sono di seguito disponibili i programmi dei seminari fino ad ora realizzati:

Roma, 19 giugno 2009

Roma, 30 settembre 2009

Roma, 18 gennaio 2010

Firenze, 12 aprile 2010

Roma, 25 maggio 2010

Roma, 28 settembre 2010

Genova, 17 novembre 2010

Roma, 9 marzo 2011

 
P.I.P.P.I. Programma di Intervento Per la Prevenzione dell'Istituzionalizzazione  

Il Programma di intervento per la prevenzione dell’istituzionalizzazione (P.I.P.P.I.), promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con l’Università di Padova - Dipartimento Scienze dell’Educazione, è un intervento multidisciplinare ed integrato rivolto ad un numero limitato di nuclei familiari con figli in età 0-16 a grave rischio di allontanamento. Inizialmente proposto come sperimentazione pilota presso l'azienda ULSS 3 di Bassano del Grappa, è attualmente in atto sul territorio delle città di Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Torino, Venezia.  

Obiettivi generali
Individuare, sperimentare, monitorare, valutare e codificare un approccio intensivo, continuo, flessibile, ma allo stesso tempo strutturato, di presa in carico del nucleo familiare, capace di ridurre significativamente i rischi di allontanamento del bambino o del ragazzo o di rendere l’allontanamento, quando necessario, un’azione fortemente limitata nel tempo, facilitando i processi di riunificazione familiare.  
Gli stakeholders
Il programma è stato aperto a tutte e 15 le Città Riservatarie ex L. 285/97: dieci di queste hanno aderito agli interventi proposti.
PIPPI è rivolto ai servizi territoriali titolari della funzione di protezione e cura nei confronti di bambini e ragazzi, che dispongano di un nucleo interdisciplinare di professionisti sufficientemente stabile.
Il programma prevede il coinvolgimento di famiglie target e multiproblematiche, negligenti rispetto alla cura e all’educazione dei propri figli e considerate, dai servizi titolari della presa in carico, a forte rischio di allontanamento rispetto ai figli minori.  
Gli elementi di snodo del programma
Per favorire la realizzazione degli obiettivi sopra richiamati, il programma intende:
1) realizzare equipe multidisciplinari di professionisti, attraverso specifiche attività formative coordinate da un case manager e attraverso una stretta partnership tra ricercatori e professionisti coinvolti;
2) garantire il pieno coinvolgimento di minori e famiglie, veri attori protagonisti del programma che opera in una logica multidimensionale di co-costruzione delle risposte con le stesse famiglie;
3) effettuare una sperimentazione su un numero ristretto di situazioni, affinché le famiglie possano essere seguite in maniera approfondita, continua e stabile per un arco di tempo definito (24 mesi);
4) coniugare la pratica dell’intervento e della progettazione alla pratica della valutazione di processo e di esito;
5) implementare strumenti condivisi e confrontabili per l’assessment, la progettazione e la valutazione nei diversi tempi dell’intervento e che, dopo la chiusura del programma, siano fruibili nelle prassi ordinarie dei servizi coinvolti nella sperimentazione;
6) sperimentare forme innovative di partenariato tra mondo dei servizi sociali e servizi scolastici.

Quanto sopra viene garantito attraverso la costituzione e l’operato di:
a) gruppi di riferimento territoriale (formati da professionalità del territorio e da esperti del gruppo scientifico), i quali cureranno le attività di programmazione, monitoraggio e valutazione del progetto e che concerteranno e risponderanno delle attività svolte nel singolo territorio;
b) equipe multidisciplinari ed integrate (composte dal case manager, operatori del territorio,  famiglie target, referenti dell’ambito sanitario ed educativo, famiglie di appoggio),  responsabili del coordinamento e della realizzazione del programma per tutta la sua durata;  
c) gruppo scientifico composto da referenti dell’Università di Padova e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che curerà la strutturazione e revisione periodica del piano sperimentale, della formazione delle equipe, del tutoraggio rispetto all’utilizzo degli strumenti di progettazione e valutazione, della funzione di accompagnamento e supervisione delle nuove pratiche alle equipe responsabili del progetto, della valutazione, raccolta e analisi dei dati e stesura del rapporto finale.  
Durata del programma
Il programma è intensivo e a termine: dura tra i 18 ed i 24 mesi.
Si interrompe gradualmente per far sì che i cambiamenti ottenuti nelle famiglie attraverso il programma si mantengano stabili anche a seguito della chiusura dello stesso.