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Ai sensi dell' art.12 comma 1, lettera d) della legge 11 agosto 1991, n.266, viene annualmente predisposta, a firma del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, una Direttiva contenente i criteri e le modalità per la presentazione di progetti sperimentali finanziati con il Fondo per il volontariato istituito ai sensi dell'art. 12, comma 2, della succitata legge.
Possono richiedere il finanziamento singole organizzazioni di volontariato, ovvero più organizzazioni di volontariato congiuntamente, e regolarmente iscritte nei registri regionali del volontariato, di cui all'art. 6 della legge 11 agosto 1991, n.266.
I progetti dovranno riguardare i seguenti ambiti d'azione:
Identificazione e prevenzione del disagio sociale; individuazione, conoscenza e accompagnamento di soggetti a rischio di esclusione sociale (come ad esempio le persone senza fissa dimora, i migranti, le persone con disabilità, ecc.); individuazione e accompagnamento al fine di rafforzare e diffondere la visibilità e la conoscenza delle azioni e delle attività rivolte al contrasto delle povertà, con particolare riferimento alle seguenti aree tematiche: povertà alimentare, povertà derivante dalla mancanza di reddito e quindi da lavoro, ecc.; promozione di modelli riguardanti la partecipazione ed integrazione sociale in particolare delle persone con disabilità, delle persone senza dimora, degli anziani e dei migranti; individuazione e promozione di azioni e di modalità rivolte alla prevenzione del disagio minorile e giovanile; promozione e sviluppo della consapevolezza dell’identità nazionale ed europea, delle iniziative, dei dibattiti e delle riflessioni in materia di cittadinanza attiva europea e democrazia dei valori condivisi, storia e cultura comuni, grazie alla cooperazione all'interno delle organizzazioni di volontariato e di Terzo settore, nonché delle altre organizzazioni della società civile; promozione di forme di volontariato che prevedano il coinvolgimento dei giovani, sviluppando in tal modo esperienze educative e formative, di partecipazione sociale e di integrazione giovanile, nonché la promozione della cittadinanza attiva e partecipata tra gli stessi giovani.
Le singole attività progettuali, negli ambiti d’azione sopraindicati, devono essere impostate puntando al raggiungimento di uno o più di uno tra i seguenti obiettivi:
creazione e consolidamento dei legami sociali all’interno di aree urbane o extraurbane disgregate (ad esempio, per effetto di processi recenti di mobilità residenziale in uscita o in entrata); arricchimento e miglioramento delle condizioni individuali e familiari di soggetti svantaggiati e vulnerabili, soggetti che vivono in situazioni di marginalità ed esclusione sociale, persone senza dimora, povertà estreme, ecc., sotto il profilo sociale personale, relazionale e professionale; agevolazione nell’espletamento di attività e nell’accesso e nella fruizione di servizi; sviluppo di politiche di pari opportunità, prevedendo azioni finalizzate alla prevenzione e/o al superamento di tutte le forme di discriminazione o maltrattamento anche in ambito familiare; promozione di iniziative di volontariato che prevedano, anche attraverso il coinvolgimento delle altre organizzazioni di Terzo settore, delle amministrazioni pubbliche, delle istituzioni scolastiche ed universitarie localmente attive, la partecipazione di giovani di età compresa tra i 6 e i 28 anni; realizzazione di programmi di formazione e campagne di sensibilizzazione e informazione sulle iniziative di cittadinanza attiva e partecipata nelle quali sono coinvolti i giovani stessi.
I progetti devono, inoltre, possedere una o più delle seguenti caratteristiche: a) innovatività, sia per il contesto territoriale di riferimento sia per la tipologia di intervento, e realizzazione di attività caratterizzate da una spiccata valenza sociale; b) promozione di collaborazione con enti locali, enti pubblici, soggetti privati, imprese e sindacati; c) creazione di sinergie e costituzione di reti e collegamenti fra soggetti del volontariato e del terzo settore; d) promozione di interventi pilota, sperimentali, finalizzati a mettere a punto modelli di intervento che possano essere trasferiti e/o utilizzati in altri contesti territoriali.
Non possono essere presentati progetti riguardanti le materie/attività della protezione civile, della cooperazione internazionale allo sviluppo di cui alla legge 49/1987 e né del servizio civile sostitutivo di cui alla legge 15 dicembre 1972, n. 772 e successive modifiche.
Per informazioni contattare i seguenti numeri:
DIVISIONE III - VOLONTARIATO
Segreteria Tecnica Commissione di verifica contabile-amministrativa (rendicontazione sociale) Tel. 06.4683.4046/4091 Fax. 06.4683.4353 E-mail: progettilegge266_1991@lavoro.gov.it
Responsabile della Segreteria Tecnica dell’Osservatorio Nazionale per il Volontariato (assistenza tecnica sul ciclo e la gestione del progetto, contenuti, rimodulazioni, verifiche relazioni intermedie e finali) Tel. 06.4683.4091/4046/5650 Fax. 06.4683.4353 E-mail: progettilegge266_1991@lavoro.gov.it
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