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Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale

 
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Rete servizi per il lavoro

Come è intuibile, il ruolo che l’innovazione tecnologica può dare allo sviluppo delle politiche del Ministero è fondamentale: essa può rendere più fruibili i servizi, rendendoli disponibili in maniera differenziata a seconda del target di riferimento e massimizzando i risultati attesi.

Del resto, è ormai da più parti riconosciuto che il ruolo del sistema informativo nello sviluppo e nella valutazione delle politiche è strategico: esso si configura come un catalizzatore di azioni; come uno strumento che può dare al decisore politico informazioni precise sull’impatto delle politiche; come un facilitatore verso la comunicazione con gli utenti esterni ed interni al sistema.

Se questa teoria è giusta, allora è necessario implementarla su tutte le azioni del Ministero, prima fra tutte la Borsa Lavoro, intesa non esclusivamente come sistema virtuale dell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, bensì sempre più come rete di servizi di formazione, di lavoro, rivolti alle persone e alle aziende.

Prima di analizzare la rete dei servizi per il lavoro, evoluzione naturale della Borsa Lavoro, è necessario fare alcune precisazioni concettuali che aiutano nella comprensione.

I concetti a cui si fa riferimento sono essenzialmente il Sistema Informativo Lavoro – SIL e la Borsa Lavoro stessa.

Infatti, spesso i due sistemi vengono indifferentemente utilizzati, a seconda se si vuole privilegiare il ruolo degli operatori pubblici o di quelli privati autorizzati.

Al contrario, i due sistemi non sono interscambiabili, ma, anzi, uno è componente dell’altro, nel modo che di seguito si delinea brevemente. Il Sistema Informativo Lavoro è la risorsa strategica delle organizzazioni che produce, usa e gestisce informazioni sul mercato del lavoro, ovvero quelle riguardanti i lavoratori, le aziende e i movimenti (interazioni) fra i due. Esso, al pari di un qualsiasi sistema informativo, è composto dal contesto organizzativo, che comprende le strutture organizzative, i processi e i clienti; la componente applicativa, che specifica i processi, descrivendo le procedure operative e le strutture delle banche dati; il sistema informatico, che realizza la componente applicativa tramite l'infrastruttura di elaborazione e di comunicazione.

Con la riforma del mercato del lavoro, si sono aggiunti altri soggetti che regolano il mercato – gli intermediari pubblici (CPI) e privati autorizzati – e i rapporti che legano questi ai lavoratori e aziende per favorire il loro incontro.

Di conseguenza il nuovo sistema è formato dalle seguenti componenti: sistema informativo regionale dell’impiego, che raccoglie le informazioni e gestisce le azioni proprie dei servizi regionali; sistema informativo nazionale dell’impiego, che raccoglie le informazioni di sintesi (datawarehouse) e gestisce le politiche nazionali; sistema informativo dell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro (Borsa lavoro); sistema informativo previdenziale; le c.d. borse lavoro tematiche (spettacolo, gente di mare, …..); sistema informativo della vigilanza; sistema dell’interoperabilità, che permette a tutti i sistemi precedenti di cooperare per lo scambio delle informazioni. Senza questa componente le componenti regionali resterebbero delle monadi, sarebbe ostacolata la sinergia tra le risorse informatiche, ad esempio l’incrocio delle banche dati e la condivisione della comunicazioni obbligatorie inviate telematicamente.

Pertanto, la Borsa Lavoro diventa la sola componente che gestisce l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro in maniera telematica, attraverso il sistema della cooperazione applicativa.

La rete dei servizi per il lavoro: Gli elementi fondativi

Le recenti modifiche nell’apparato ministeriale italiano (lo scorporo del Ministero della Solidarietà Sociale e la nascita del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale), e l’attenzione volta al mondo del lavoro e della lotta al lavoro nero, impongono un ripensamento nella progettazione del sistema informativo che il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale dovrà gestire insieme agli altri attori del sistema. Il progetto – denominato appunto RETE DEI SERVIZI PER IL LAVORO – riguarderà tutta la filiera del lavoro, guardando sia al suo cliente principale, il cittadino, che deve collocarsi in maniera adeguata nel mondo del lavoro, sia alle esigenze delle aziende che devono reperire le persone che rispecchiamo le proprie esigenze con la massima rapidità,  sia, ancora, alle esigenze di comunicazione, condivisione ed  integrazione delle informazioni tra gli enti governativi e non governativi, attori della rete .

La progettazione parte dai due concetti fondamentali che la compongono: RETE, ovvero il sistema che condivide informazioni e risorse per la fornitura di servizi relativi al trasferimento di informazioni ad una popolazione di utenti distribuiti geograficamente; SERVIZI PER IL LAVORO che coincidono con l’attività che i servizi per l’impiego, pubblici e privati, offrono a lavoratori ed aziende per garantire un adeguato incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. Tali servizi devono essere identificati e sottoposti a standard affinché vengano riconosciuti correttamente dagli utenti (orientamento, stage, ricollocazione, sgravi e incentivi, ecc.) e per permettere il monitoraggio a livello nazionale.

La rete dei servizi per il lavoro deve essere in grado di intercettare tutte informazioni riguardanti il cittadino dalla scuola all’uscita dal mercato del lavoro, comprendendo tutti i flussi in entrata e in uscita dalla scuola/formazione professionale al lavoro e dal lavoro alla previdenza, nonché tutto il sistema dell’impiego, finalizzato alla ricerca di un lavoro.

Le istituzioni e gli organismi che interagiscono nel sistema sono: il Ministero della Pubblica Istruzione; il Ministero dell’Università e della Ricerca; il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale; le Regioni e le Province; gli enti di ricerca (ISFOL,…); il sistema della formazione professionale; i fondi interprofessionali; le agenzie per il lavoro e gli altri organismi privati autorizzati (università, consulenti del lavoro,…) e accreditati; gli enti previdenziali; gli enti bilaterali gestori della previdenza complementare.
 
I processi che gestirà la rete dei servizi per il lavoro sono: l’ Anagrafe dell’obbligo formativo; l’Offerta formativa; l’Orientamento scolastico; l’Anagrafe dei lavoratori; l’Anagrafe dei datori di lavoro; i Rapporti di lavoro/esperienze lavorative; l’Orientamento professionale; l’Incontro tra domanda ed offerta di lavoro; le Politiche del lavoro; il sistema della vigilanza; il datawarehouse.

La rete dei servizi per il lavoro: l’architettura

Le caratteristiche architetturali della rete per i servizi per il lavoro possono essere così riassunte:È una rete federata di nodi regionali che comunicano tra loro attraverso la porta di dominio, coordinata dal nodo nazionale. La cooperazione dei nodi è assicurata dalla rete stessa, che garantisce una serie di servizi minimi (da individuare in un masterplan nazionale). I sistemi regionali si riconoscono in una serie di servizi di base da definire con standard condivisi a livello nazionale e che saranno coerenti con le politiche di monitoraggio sia di livello nazionale che comunitario. Le informazioni risiedono laddove devono essere gestite per i processi istituzionali. A livello nazionale vanno condivise informazioni minime (sistema di indici) per consentire lo scambio delle informazioni sull’intero territorio nazionale. Le porte di dominio garantiscono anche lo scambio di informazioni con i sistemi esterni alla rete ma che con la stessa interagiscono per politiche intersettoriali.

Attraverso questa architettura, la rete dei servizi per il lavoro si pone come obiettivo quello di realizzare tra l’altro una integrazione più ampia che vada oltre quella attuale meramente applicativa (condivisione di un sistema di indici), realizzando una INTEGRAZIONE DELLE INFORMAZIONI vera e propria.

Attraverso la condivisione delle informazioni la rete dei servizi per il lavoro si pone  l’obiettivo di divenire non solo il punto di accesso dei cittadini per l’utilizzo e la fruizione dei servizi in modalità telematica ma anche un sistema informativo aperto e federato dove posso essere definite delle specifiche attività (operative, di intelligence, di monitoraggio, informative, ecc.) secondo modelli indipendenti dalle specifiche implementazioni .