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Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale

 
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Per la lotta al sommerso è necessario realizzare un nuovo modello organizzativo, gestionale e di controllo che sfrutti appieno l’evoluzione tecnologica e gli strumenti potenziali che essa mette a disposizione ed individuare un modello di sensori interni ed esterni capaci di far emergere fenomeni evasivi e quindi indirizzare le attività di verifica e prevenzione.

La soluzione prospettata prevede la realizzazione di un nuovo Sistema di Supporto alle Decisioni - “Intelligence”-  contemporaneamente centrale e dislocato sul territorio, in grado di riutilizzare l’enorme patrimonio informativo (sia dei datori di lavoro che dei lavoratori) raccolto da vari organismi con la normale attività istituzionale, elaborando indicatori di rischio in grado di indirizzare le direttrici di intervento mirate e rapidamente verificabili.

Il motore trasversale della soluzione proposta è dato dalla tecnologia basata su informazioni georiferite (GIS) perché consente di relazionare in maniera innovativa banche dati di varia provenienza senza necessità di individuare parametri comuni tra le varie informazioni, ma sfruttando il collegamento al territorio, comune a qualsiasi elemento informativo di qualsiasi natura.

Questo approccio offre due enormi potenzialità: consente analisi anche sociali organizzate per aree omogenee di grande dettaglio e non necessariamente organizzate secondo i confini amministrativi (comune, provincia o regione);  in questo modo sarà possibile individuare indicatori di varia natura da relazionare con l’oggetto dell’indagine; consente di mettere in relazione banche dati di natura diversa anche se inizialmente non progettate per collaborare (INPS, INAIL, Agenzia Entrate, ENEL, ecc.) per aiutare nell’individuazione delle direttrici di analisi.

Una prima direttrice, specificatamente dedicata al fenomeno del sommerso, si pone l’obiettivo di impostare una metodologia per lo studio dell’economia sommersa e delle cause che la determinano e di individuare, attraverso il contributo di analisi da parte delle realtà territoriali, iniziative e interventi mirati ad eliminare o quanto meno contenere il fenomeno.

Una seconda direttrice è rivolta ad una rivisitazione del modello organizzativo e gestionale dell’attività di vigilanza, nell’ottica di assicurare una maggiore presenza della forza ispettiva sul territorio, di incrementare il numero delle verifiche e di misurarne l’efficacia, anche in termini economici e finanziari.

Una terza direttrice infine è dedicata all’impostazione di una serie di indici di rischio che dovranno costituire il naturale supporto alla programmazione e alla realizzazione dell’attività di vigilanza.

L’introduzione della tecnologia GIS può avvenire per gradi e partendo da specifici progetti, di cui quello della vigilanza costituisce quello più strategico per l’attività istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali tenendo ben presente l’obiettivo strategico di ampio respiro:  creare un patrimonio informativo georeferenziato; dotarsi di strumenti di analisi spaziale;  spingere le altre amministrazioni a georeferenziare (se già ciò non fosse) le proprie informazioni strategiche.

L’attività di vigilanza deve essere in grado di intercettare le tipiche situazioni di evasione totale (lavoratori mai denunciati e/o aziende non iscritte) a situazioni di evasione parziale (retribuzioni non denunciate), fino a forme di elusione contributiva (ricerca di inquadramento in settori ad aliquota più bassa, rapporti di lavoro subordinato mascherati come autonomi, ecc.).

Tutto questo spesso si intreccia con le strutture dell’azienda (aziende altamente decentrate), con le caratteristiche di attività espletate (edilizia, agricoltura, ecc.), con le tipologie dei lavoratori (extracomunitari, stagionali, ecc.), fino a presentare collegamenti con attività criminose.

In questo quadro un’efficace azione ispettiva richiede una continua presenza sul territorio, con una più stretta sinergia con le altre forze deputate ai controlli, e un indirizzo sempre più finalizzato a una conoscenza più precisa dei fenomeni sociali nel loro complesso.

Per rendere più facile il raggiungimento degli obiettivi fissati nei programmi della competente direzione generale per l’attività ispettiva, la cui punta di diamante è costituita dalla collaborazione con gli enti previdenziali nell’ottica di una “vigilanza congiunta”, l’attività di vigilanza del Ministero del lavoro deve annullare il gap tecnologico, attraverso il supporto di risorse tecnologiche e finanziarie adeguate agli obiettivi che si intendono perseguire.

Da un lato infatti la delocalizzazione della forza ispettiva e il venir meno dello stretto rapporto, oggi esistente, “ispettore–sede di produzione” necessita di investimenti in tecnologia tali da poter realizzare un circuito informativo centro nazionale / polo regionale / funzionari di vigilanza, dall’altro l’utilizzo della risorsa ispettiva in funzione della lotta al lavoro nero richiede risorse finanziarie che consentano tempi e modalità di intervento coerenti con gli obiettivi che si vogliono perseguire.

Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha già attivato un progetto impegnativo, denominato S.G.I.L., che ha come obiettivo la standardizzazione ed informatizzazione dell’intero processo di attività ispettiva del lavoro, nonché degli aspetti logistico-organizzativi e di interscambio con banche dati esterne.  Il sistema SGIL già permette di monitorare e gestire le operazioni riguardanti le attività ispettive.

Considerato che la "dotazione tecnologica" costituisce uno dei punti centrali per ottenere un salto di qualità nell’attività di vigilanza, assume importanza strategica una precisa conoscenza delle attività abitualmente svolte dall’ispettore e prevedere un’introduzione graduale della tecnologia che non impatti eccessivamente con la pratica ispettiva standard.

Inoltre, vista l’importanza strategica e politica del settore, assume fondamentale importanza anche introdurre strumenti di ausilio delle fondamentali attività Direzionali di programmazione e controllo di gestione. Le mansioni dell’ispettore infatti sono abitualmente connotate di ampia autonomia, ma l'ispettore deve poter organizzare la sua attività lavorativa all'interno di un sistema di direzione e controllo degli obiettivi, sia per quanto riguarda i dati quantitativi, rappresentati dal numero delle ispezioni, che i dati valore.
 
L’attività ispettiva grazie alla possibilità di consultazione della banche dati in tempo reale, può essere molto potenziata in base alla tecnologia, accompagnata da un servizio di normalizzazione delle banche dati e di un loro continuo aggiornamento, in base a regole comuni riconosciute.

La lotta al sommerso può essere realizzata attraverso il progetto “Ufficio mobile”, di cui la  realizzazione del sistema di “intelligence” costituisce la necessaria premessa, in quanto può portare ad una serie di vantaggi per una migliore esecuzione delle attività ispettive:
- capacità dell'ispettore di aprire da solo la pratica, senza ricorrere al servizio    amministrativo;
- diminuire notevolmente i rientri in ufficio;
- informatizzazione completa degli output delle ispezioni;
- collegamente bidirezionali sempre attivi sia verticali, tra l'ispettore e la sede centrale, sia orizzontali tra tutti gli Ispettori;
- possibilità di risolvere direttamente presso l’azienda, dubbi e problemi, ricorrendo al collegamento telematico con le banche dati, o ricorrendo alla consultazione in tempo reale con altri ispettori collegati alla rete;
- possibilità di ottimizzare tempi e percorsi per raggiungere le varie sedi delle aziende;
- possibilità di effettuare analisi territoriali sulla base di indici “sociali” nuovi provenienti da banche dati di altra natura (ISTAT, Min. Interno per dati immigrazione, ecc.).

E’ in corso una prima sperimentazione sul database delle aziende di call center a supporto delle attività previste dalla circolare n. 17 del 14 giugno 2006.

Il progetto sarà accompagnato dalla messa in esercizio del software SGIL fino ad ora sviluppato; il completamento delle applicazioni che vedono cointeressati il Ministero del lavoro e gli enti previdenziali, nonché il potenziamento della dotazione tecnologica degli uffici territoriali.