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L’Italia è stata fra i primi paesi a trasmettere il Piano di azione nazionale per l’attuazione della Garanzia Infanzia alla Commissione europea nel marzo 2022. Il testo nella sua versione definitiva ha potuto così iniziare molto presto il percorso operativo e di disseminazione a livello nazionale.

Si tratta di un documento di lungo periodo (con azioni da realizzare entro il 2030) e si pone obiettivi di programmazione, innovazione e intervento con una struttura multilivello che presuppone la responsabilità sia delle Amministrazioni centrali, sia di Regioni e di Comuni.

Il Piano di azione è stato elaborato in seno al Gruppo di lavoro denominato “Politiche e interventi sociali in favore dei minorenni in attuazione della Child Guarantee” istituito con decreto del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e presieduto dalla precedente coordinatrice nazionale.

Il Piano, redatto in sintonia con il V Piano di azione per l’infanzia e l’adolescenza ha valorizzato l’apporto di tutte le amministrazioni centrali coinvolte per rispondere ai bisogni di bambini e bambine, del Terzo Settore, di esperti e il contributo dei ragazzi e delle ragazze dello Youth Advisory Board.

Le aree chiave di intervento

1

Educazione e cura della prima infanzia, istruzione e attività scolastiche, mense. In questa area, rientrano azioni volte a prevenire l’esclusione sociale attraverso il potenziamento dei servizi educativi per le bambine e i bambini nei primi sei anni di vita, il servizio di refezione scolastica, la previsione del tempo pieno a scuola e le azioni contro la dispersione scolastica. L’accesso, gratuito e universale, a questi servizi prevede l’organizzazione di prestazioni che garantiscono pari opportunità a tutti i minorenni in condizioni di svantaggio.
2

Salute e assistenza sanitaria. In questo caso, le criticità principali dell’area possono declinarsi alla luce del binomio appropriatezza-accessibilità ed equità. Le azioni sono indirizzate per individuare interventi preventivi rivolti ad un’ampia platea di minorenni e riflettere sulle criticità nell’accesso di alcuni target specifici.
3

Contrasto alla povertà e diritto all’abitare. In questa sezione, rientrano le misure di contrasto alla povertà, come ad esempio misure per supportare economicamente alcune delle famiglie più bisognose. Il Piano invita a rafforzare ed integrare, più efficacemente, le due misure per tutelare il nucleo familiare in condizioni di vulnerabilità e, di conseguenza, anche i figli minorenni. Quanto alle politiche abitative, si prevede un’azione specifica volta all’incremento dell’offerta di alloggi adeguati a prezzi accessibili, a valere anche sulle risorse del PNRR.
4

Governance e infrastrutture di sistema. Infine, l’infrastrutturazione di una governance vuole garantire la coerenza delle politiche nei settori del sociale, dell’istruzione, della sanità e degli alloggi a livello nazionale, regionale e locale. Inoltre, punta a sviluppare le infrastrutture amministrative e sociali, sanitarie ed educative per intervenire sull’offerta del territorio, guardando inoltre ai fondi stanziati dal PNRR.

Attuazione

Al fine di rendere attuali le priorità definite nella Raccomandazione, gli Stati Membri in cui il tasso di povertà minorile è al di sopra della media europea possono utilizzare il Fondo sociale europeo Plus nella misura di almeno il 5% dell’allocazione totale in interventi specifici per il contrasto alla povertà infantile. Concorrono alla realizzazione della Child Guarantee anche le risorse del FESR (Fondo Europeo di sviluppo regionale) e del Next Generation EU, in ossequio al principio di sussidiarietà e proporzionalità.

Per quanto riguarda il PANGI, il PN Inclusione e lotta alla povertà 2021 -27 (qui mettere il link alla nuova home del programma) di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali contribuisce al raggiungimento del 5% della concentrazione tematica sulla quota FSE, assicurando, insieme al Ministero dell’Istruzione la copertura dell’importo complessivo dovuto.

Il coinvolgimento degli stakeholders

La Cabina di regia nazionale (“Cabina di regia”) e lo Youth Advisory Board (“YAB”) rivestono un ruolo cruciale nell’attuazione della Garanzia europea per l’infanzia (“Garanzia Infanzia”), garantendo un’efficace governance e una significativa partecipazione.

La Cabina di regia nazionale e i Ministeri competenti

La Cabina di regia rappresenta il primo livello di coinvolgimento degli stakeholders, includendo i referenti dei Ministeri coinvolti, nonché i rappresentanti delle regioni e di altri attori cruciali. Si veda sezione

Nel dicembre 2021 durante la fase pilota della Child Guarantee, con il supporto di UNICEF-ECARO, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e il Dipartimento per le Politiche della famiglia è stato istituito lo YAB. Si veda sezione

Quadro di raccolta, monitoraggio e valutazione

La Deep Dive Analysis, già sopra citata, e il lavoro dei gruppi hanno permesso di raccogliere indicatori utili per definire le dimensioni e le caratteristiche degli ambiti di applicazione inerenti alla Garanzia Infanzia. I dati, seppur non completi, hanno fornito una base informativa per avviare i progetti e la redazione del Piano di azione.

Il monitoraggio e la valutazione del Piano di azione includeranno, nel corso del tempo, diverse dimensioni: l’effettiva attuazione delle azioni indicate per raggiungere gli obiettivi prefissati, la sostenibilità degli obiettivi nel tempo, e il grado di miglioramento delle condizioni di vita dei minorenni oggetto dei gruppi target. Un ruolo strategico di raccordo si svolgerà in sede di Cabina di regia.

Il monitoraggio e la valutazione del Piano di azione dovranno rispettare le indicazioni fornite dall’Indicators Sub-Group (ISG) del comitato sulla protezione sociale del Consiglio dell’Unione europea che ha individuato indicatori di livello nazionale e di livello europeo. L’attività valutativa sarà supportata dall’Istituto degli Innocenti a de ISTAT. I quadri di monitoraggio e valutazione derivanti da queste due azioni costituiranno il fondamento per la valutazione dei progressi nell’attuazione della Raccomandazione per redigere le relazioni biennali e per la revisione quinquennale prevista per il 2026 che la Commissione dovrà effettuare 5 anni dopo l’adozione della Raccomandazione, ovvero nel 2026.

Si intende valorizzare prioritariamente i dati provenienti dalle fonti statistiche ufficiali, in particolare ISTAT, ministeri competenti, regioni. Tuttavia, la qualità e quantità di dati a disposizione varia molto a seconda del target considerato. Ad esempio, alcuni target di popolazione sono ben coperti dai dati a oggi disponibili, ad esempio i minorenni a rischio di esclusione sociale e in condizioni di povertà oppure i minorenni fuori famiglia di origine, per altri target, invece, i dati e le informazioni a disposizione risultano a oggi lacunosi, si pensi ai senza fissa dimora, ai ragazzi con problemi di salute mentale, a bambine e bambini e ai ragazzi e ragazze appartenenti a minoranze etniche, in particolare Rom, a quanti vivono in situazioni familiari precarie.

Si prevedono inoltre strategie per migliorare la raccolta dei dati, soprattutto per target informativi meno coperti. Infine, si intende promuovere processi di valutazione partecipativa coinvolgendo attivamente cittadini e istituzioni, in linea con il principio di sussidiarietà previsto dalla Costituzione.

Fonti: