Nel 2023, l’incidenza del rischio di povertà o esclusione sociale (AROPE) tra i minorenni nell’Unione europea è aumentata di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente, mentre il numero assoluto stimato di bambini coinvolti è diminuito di meno di 100.000 unità.
Tra i 21 Stati membri che hanno fissato un obiettivo nazionale di riduzione della povertà infantile, in 10 i dati più recenti risultano superiori al livello di riferimento del 2019.
Per quanto riguarda i sette Stati membri per i quali sono già disponibili i dati relativi al 2024, si evidenzia una diminuzione dell’incidenza della povertà infantile – sia in termini relativi che assoluti – in Germania, Estonia e Lituania, mentre un aumento è stato registrato in Belgio, Bulgaria e Danimarca. In Spagna, pur a fronte di un tasso stabile, si osserva una lieve riduzione del numero assoluto di minorenni in povertà. Complessivamente, in questi sette Paesi il numero di bambini AROPE nel 2024 è diminuito di 266.000 unità rispetto al 2023.
A livello aggregato, le componenti dell’indicatore AROPE riferite ai minorenni sono rimaste sostanzialmente stabili nell’insieme dell’UE, sebbene siano state registrate variazioni significative tra alcuni Stati membri nel periodo 2022–2023. Il tasso medio di rischio di povertà o esclusione sociale tra i bambini è passato dal 19,3% nel 2022 al 19,4% nel 2023, sulla base di dati che si riferiscono ai redditi rispettivamente del 2021 e del 2022. Gli incrementi più rilevanti si sono verificati in Ungheria (+7,1 punti percentuali), mentre la diminuzione più marcata è stata osservata in Germania (-1,0 punto percentuale). I valori più elevati si confermano in Romania, Spagna e Bulgaria, mentre i tassi più bassi sono stati registrati in Finlandia, Danimarca e Slovenia. Le stime rapide di Eurostat sui redditi 2023 suggeriscono una stabilità complessiva della povertà infantile nell’UE e nella maggior parte degli Stati membri.
La profondità della povertà infantile, ovvero la distanza media dal livello di povertà, è rimasta invariata a livello UE, con un valore medio del 24,4%, superiore a quello della popolazione complessiva. Il tasso più elevato è stato registrato in Ungheria (64,3%), con un aumento significativo di 49,8 punti percentuali rispetto al 2022. Seguono Romania (39,4%) e Slovacchia (37,7%), con aumenti rispettivi di 6,3 e 12,7 punti. Le riduzioni più consistenti sono state osservate in Bulgaria (-10,9 punti percentuali), pur mantenendo un livello elevato (31,9%), e in Italia (-8 punti percentuali), che si attesta al di sotto della media UE (19,9%). I valori più contenuti sono stati rilevati in Finlandia (15,4%) e Belgio (15,2%).
L’incidenza della grave deprivazione materiale e sociale tra i bambini è rimasta stabile all’8,4% nell’UE nel 2023. Un calo marcato in Romania (-8,2 punti percentuali) è stato compensato da lievi aumenti in altri Stati membri. Anche la quota di minorenni che vivono in famiglie con una (quasi) totale assenza di occupazione è risultata stabile, al 7,5%, sia a livello europeo sia nella maggior parte dei Paesi membri.

