Il nuovo Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, approvato dalla Commissione europea il 1° dicembre 2022, si pone sotto la governance operativa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che assume le funzioni di Autorità di Gestione (ADG) per la realizzazione degli obiettivi generali del Programma, la promozione dell’inclusione sociale e la lotta contro la povertà.
Il Programma ha un budget di oltre 4 miliardi di euro, tra cofinanziamento nazionale e finanziamento europeo FSE+ e FESR, e si articola in 4 priorità principali:
- Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla povertà
- Child Guarantee
- Contrasto alla deprivazione materiale
- Interventi infrastrutturali per l’inclusione socio-economica
Le azioni del Programma si concentrano principalmente nel rafforzare il presidio sugli interventi di inclusione e politica attiva, investendo allo stesso tempo in nuovi modelli di intervento, sostenendo il rafforzamento del sistema dei servizi sociali e promuovendo un approccio basato sulla presa in carico e sulla definizione di progetti personalizzati, a partire dal superamento delle disparità economiche, sociali e territoriali.
Al tempo stesso, il PN Inclusione si impegna a mantenere e rafforzare le azioni volte a intercettare target specifici di destinatari, in particolare la popolazione di etnia RSC, la popolazione immigrata, persone con disabilità o non autosufficienti, donne vittime di violenza e di tratta, tutela e promozione dell’inclusione sociale delle persone di minore età ed interventi rivolti a minorenni con maggiore rischio di esclusione sociale e povertà educativa.
Le azioni rivolte ai minori di età vengono realizzate attraverso un raccordo continuo ed integrato con quanto previsto dal Piano d’Azione Nazionale per l’Attuazione della Garanzia Infanzia (PANGI)), documento programmatico che sistematizza le politiche di contrasto alla povertà infantile e all’esclusione sociale in Italia e coordina le strategie nazionali e le misure politiche adottate, razionalizzando al tempo stesso le risorse finanziarie nazionali ed europee disponibili.
L’integrazione fra PN Inclusione e PANGI si realizza quindi a livello di governance, di priorità di azioni e di allocazione delle risorse, in un’ottica di sistema volta a razionalizzare l’impegno di spesa pubblica per progetti e politiche complementari.
Rispetto alla governance, si evidenzia che fra i membri della Cabina di regia, istituita per governare le fasi di implementazione del PANGI, è prevista la presenza di un rappresentante dell’ADG PN Inclusione e FSE+.
Parimenti, il Comitato di sorveglianza (CdS), organo che monitora l’attuazione del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027 e ne esamina i progressi compiuti nella realizzazione e nel conseguimento dei target intermedi e finali, ha designato fra i membri un rappresentante della Youth Conference nazionale della sperimentazione nazionale rivolta ai Care leavers, e un rappresentante dello Youth Advisory Board (YAB) individuato in seno alla Garanzia Infanzia.
La riunione di insediamento ha avuto luogo il 19 aprile 2023 presso il Teatro Torlonia a Roma; tra i punti all’ordine del giorno l’approvazione del Regolamento interno del Comitato e dei criteri di selezione delle operazioni, nonché la presentazione del Programma e dei primi adempimenti regolamentari, anche in materia di comunicazione e valutazione.
Rispetto alle azioni, laddove le risorse siano già stanziate, il PN Inclusione concorre a finanziare alcuni interventi specifici del PANGI inclusi nell’area “Educazione e cura della prima infanzia, istruzione e attività scolastiche, mense” (Azione 4: Favorire pratiche inclusive in età scolastica e promuovere opportunità di inserimento socio-lavorativo per i minorenni e giovani con background migratorio nella transizione verso l’età adulta), nell’area “Salute e assistenza sanitaria – Asse 2” (Azione 9: Diritto all’informazione e Azione 10: Facilitare l’accesso di adolescenti con background
migratorio o appartenenti a minoranze a cure psicologiche), nell’area “Contrasto alla povertà e diritto all’abitare” (Azione 3: Accesso a prestazioni e servizi delle minoranze etniche, in particolare Rom, Sinti e Caminanti e Azione 8: Progetto GET Up – Giovani esperienze trasformative di utilità sociale e partecipazione) e nell’area “Governance” (Azione 4: Equipe multidisciplinare sociosanitaria territoriale).
Più in generale, le politiche per l’infanzia sono destinatarie di una riserva di fondi all’interno del FSE+, con la previsione dell’assegnazione di almeno il 5% del totale delle risorse FSE+ destinate all’Italia (distribuite su PN Scuola 21-27 e su PN Inclusione e Lotta alla Povertà 21-27) per l’attuazione della Garanzia Infanzia, attraverso azioni mirate e riforme strutturali.
Tale riserva di una quota di almeno il 5% delle risorse europee rappresenta un vantaggio tangibile per l’attuazione del PANGI in relazione all’implementazione, al monitoraggio e alla valutazione degli interventi previsti, oltre a evidenziare la necessità di rendere complementari e integrati i fondi che concorrono ai medesimi obiettivi strategici, al fine di rafforzarne l’efficacia ed evitare parcellizzazioni inutili e inefficaci.

