Il recente rapporto pubblicato dall’UNICEF intitolato “La Povertà Infantile in Contesti di Prosperità” offre un quadro aggiornato e dettagliato sull’andamento della povertà infantile nei Paesi ad alto reddito, con particolare attenzione ai 43 Stati membri dell’OCSE e dell’Unione europea. L’analisi si concentra su due dimensioni fondamentali: la povertà monetaria, che riguarda il reddito familiare, e quella multidimensionale, che tiene conto dell’accesso a servizi essenziali come l’istruzione, la salute, l’alimentazione e un alloggio adeguato.
Il documento presenta non solo i dati attuali e le tendenze storiche, ma include anche proiezioni sulle evoluzioni future, alla luce delle crisi economiche e sociali più recenti, come l’impatto della pandemia da Covid-19, l’inflazione e le tensioni geopolitiche internazionali. Viene inoltre proposta un’analisi dettagliata delle risposte politiche messe in campo da ciascun Paese per affrontare il fenomeno, valutando l’efficacia delle misure adottate.
Dal confronto tra gli Stati emerge un quadro differenziato: se in alcuni Paesi dell’UE si è registrata una significativa riduzione della povertà infantile – come in Polonia, Slovenia, Lettonia e Lituania, dove il calo è stato pari a circa il 30% – in altri contesti, come la Francia, i dati indicano un incremento del fenomeno. Questo dimostra come le politiche pubbliche adottate possano incidere in modo determinante sull’evoluzione della povertà minorile, e come sia necessario rafforzare l’efficacia degli interventi in modo coordinato e strutturato.
Il rapporto si conclude con una serie di raccomandazioni pratiche rivolte ai decisori politici, volte a rafforzare le misure di contrasto alla povertà infantile e garantire un accesso equo e universale ai diritti fondamentali per tutti i bambini, anche nei Paesi con livelli elevati di prosperità economica.

