Un recente studio del think tank europeo Bruegel, specializzato in politiche economiche, ha analizzato l’impatto della povertà e di specifiche politiche sociali, come quelle relative all’educazione e cura della prima infanzia (ECEC), sull’andamento economico dell’Unione europea.
Il rapporto stima che aumentare la partecipazione dei bambini sotto i 3 anni ai programmi ECEC fino al 50% della popolazione 0–3 anni potrebbe determinare un significativo incremento dell’offerta di lavoro da parte dei genitori, con un impatto positivo sul PIL fino a +0,52%.
È importante sottolineare che questa stima si basa esclusivamente sui benefici economici a breve termine, derivanti dalla maggiore disponibilità dei genitori, in particolare delle madri, a entrare o rientrare nel mercato del lavoro. Non include quindi i ritorni a lungo termine, come il miglioramento dei risultati scolastici e occupazionali dei bambini che frequentano precocemente servizi educativi di qualità.
Il rapporto fornisce un’ulteriore conferma della necessità di considerare le spese sociali come investimenti strategici, e non semplicemente come costi. In questa prospettiva, è essenziale che il nuovo quadro fiscale dell’UE tenga conto dell’impatto positivo che le riforme e gli investimenti sociali possono generare sulla crescita sostenibile e sull’inclusione sociale.

