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Assemblea del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

28 marzo 2017

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, è intervenuto oggi, alla Camera dei Deputati, all'Assemblea del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE).

Ad aprire i lavori, il Presidente del Comitato Italiani all'Estero della Camera dei Deputati, Fabio Porta, che ha evidenziato come il fenomeno dei flussi degli italiani all'estero quando è circolare indica sviluppo e crescita. "Se diventa stazionario –ha sottolineato- il fenomeno deve essere osservato e studiato in modo più attento".

Sono oltre 5 milioni le persone sparse nel mondo: oltre l'8% della nostra popolazione. Negli ultimi 10 anni gli italiani all'estero sono aumentati di circa il 55%. La tendenza a rendere stabile l'uscita dal nostro paese costituisce una questione di rilievo nazionale. "L'Italia -sottolinea il Vice Segretario Generale del CGIE, Rodolfo Ricci- deve porre in essere misure di orientamento, di accompagnamento e di tutela dei propri emigrati, anche cercando di definirne, nella misura in cui ciò è possibile, le mete, e a sviluppare azioni di orientamento al rientro per evitare che i progetti emigratori diventino definitivi. Per far ciò è necessaria la collaborazione dell'ampia rete di rappresentanza sociale e di servizio presente all'estero e in Italia".

Il Ministro ha condiviso la necessità di fare rete sulla questione della nuova emigrazione italiana e di affrontare in modo sistematico e con misure specifiche le urgenze che essa pone. A tal riguardo, Poletti ha assunto l'impegno di individuare un responsabile in una delle direzioni generali "che si occuperà di questa tematica, che vi aiuti anche a immaginare un intervento o fare un progetto insieme". Il Ministro ha spiegato le diverse motivazioni che spingono le persone a partire, c'è chi vuole fare un'esperienza diversa, chi cerca un lavoro o ha una forte ambizione e "se le unifichiamo non capiamo la natura complessa dei flussi migratori. È sbagliato dare una lettura univoca su un fenomeno che ha questa grande portata".

"Dal campione esaminato – ha dichiarato il professore Renato Mannheimer che ha presentato la ricerca commissionata dal Cepa sui fabbisogni della nuova emigrazione - emerge una forte permeabilità all'estero, tanti sono andati via ma tanti vogliono tornare. Gli italiani hanno una elevata capacità di adattamento a vivere in un paese straniero, mentre l'apprendimento della lingua resta la principale problematica. In tale contesto, i patronati possono svolgere e svolgono un ruolo fondamentale che può essere allargato ".

L'Assemblea ha visto anche gli interventi dei membri del CGIE e dei deputati presenti all'incontro, che si sono confrontati sulle grandi opportunità che possono derivare all'Italia da un rapporto intelligente tra le collettività emigrate e immigrate. Bisogna porre una maggiore attenzione sulle persone che vanno all'estero, affinché in un futuro possano tornare a costituire parte integrante del paese, della sua storia e del suo sviluppo.

Il Segretario Generale CGIE,  Michele Schiavone, ha quindi concluso l'Assemblea auspicando l'attuazione di una politica adeguata nei confronti di oltre 5 milioni di connazionali che vivono all'estero, consapevoli che, oggi, la situazione economica e finanziaria è difficile e frammentaria.