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Casa del Welfare, convegno “La vigilanza documentale, l’INPS e le nuove sfide nella lotta all’evasione ed elusione contributiva”

27 maggio 2016

​L'attività di contrasto all'evasione e all'elusione contributiva dell'Istituto si rafforza puntando sulla nuova vigilanza documentale e l'utilizzo delle banche dati che permettono controlli preventivi sulle imprese.

"L'INPS sta mettendo in atto una seria politica di contrasto all'evasione fiscale e contributiva" dichiara Gabriella Di Michele, Direttore Centrale Entrate dell'INPS, intervenuta al convegno "La vigilanza documentale, l'INPS e le nuove sfide nella lotta all'evasione ed elusione contributiva". L'Istituto ha sempre cercato dentro al proprio archivio, mettendo in atto una attività ex post. Questo approccio è da cambiare poiché i controlli vanno effettuati "prima" che sia compiuta l'omissione, incrociando i dati con l'Agenzia delle Entrate.

"La vigilanza documentale non nasce oggi ma è l'evoluzione di un processo" chiarisce Antonello Lilla, Dirigente della Direzione Centrale Entrate dell'INPS. "Nel biennio 2013/2015 i controlli incrociati tra Agenzia delle Entrate e l'INPS hanno dato risultati soddisfacenti. In passato l'attività era incentrata sull'accertare invece, oggi, dobbiamo ragionare sulla riscossione in considerazione del fatto che non sempre ciò che viene accertato verrà poi effettivamente riscosso".

Le attività principali dell'INPS sono raggruppabili in tre categorie fondamentali: attività di accertamento, di prevenzione e attività antifrode. È necessario anche il controllo sullo sgravio triennale introdotto dalla Legge 190/2014 al fine di promuovere forme di occupazione stabile. Incrociando le banche dati del Ministero del Lavoro e dell'INPS sarà possibile individuare tutte le persone che hanno beneficiato indebitamente di tale sgravio.

 

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