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Cooperazione sociale, una risorsa importante per un futuro di inclusione e integrazione

16 novembre 2017

"Gli altri, il nuovo, il domani: la cooperazione sociale", è il titolo del 4° Congresso Nazionale Legacoopsociali, che si è svolto a Roma, dal 15 al 16 novembre, per confrontarsi sui temi dell'innovazione nell'economia e della paura nei confronti del prossimo e del futuro.

A intervenire di fronte ai 300 delegati provenienti dalle assemblee regionali di tutta Italia, anche il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, che ha aperto il suo intervento osservando quanto sia sempre più difficile affrontare le sfide del futuro nell'economia senza considerare le implicazioni sociali che esse comportano. 

"La dimensione sociale è stata per troppo tempo assente dalle priorità delle Istituzioni - ha detto il Ministro - e il dibattito è stato dominato dai temi economici e dalle politiche fiscali e di bilancio, attribuendo genericamente alla crisi ogni responsabilità". In realtà, ha spiegato Poletti, la crisi è stata la risultante dei cambiamenti indotti dall'innovazione e della tecnologia che, spesso, non sono stati interpretati correttamente: "L'innovazione - ha proseguito il Ministro - comporta dei cambiamenti, talvolta anche critici, ma offre anche delle opportunità. Per coglierle nel modo giusto, non si può prestare attenzione solo al profitto, che da solo non risolve tutti i problemi, ma c'è bisogno di un forte governo e di una forte capacità di dialogo".

È per questo che, secondo Poletti, è necessario ripensare profondamente le politiche di sviluppo adottate in passato, mettendo al centro, prima di tutto, le questioni dell'integrazione e inclusione sociale, "perché la fiducia nel futuro cresce solo se le condizioni di vita delle persone migliorano, non perché il PIL aumenta".

In questo quadro, va ricordato che la cooperazione è stata capace di rappresentare un modello di welfare fondato sull'integrazione, che non è solo pubblico o solo privato. "È per valorizzare questa risorsa - ha aggiunto il Ministro - che è stata varata la riforma del Terzo Settore: una conquista importante che acquista un grande significato perché in passato il Terzo Settore non ha mai avuto un pieno riconoscimento, ma è stato spesso considerato una sorta di «ruota di scorta» da usare in caso di bisogno".

Poletti ha quindi sottolineato l'importanza dell'avvio, dal 1° dicembre, del Reddito di Inclusione, rispetto al quale la vera sfida non consiste nella messa a disposizione dei contributi finanziari previsti per i bisognosi, ma nella costruzione di una rete di relazioni finalizzata a uscire definitivamente dalle condizioni di disagio in cui si trovano, perché "senza la capacità di prendere in carico i singoli progetti di vita, resteremo nel campo dell'assistenzialismo". 

Il Ministro ha concluso ricordando quante e quali siano le questioni del welfare che dobbiamo affrontare per trovare risposte adeguate all'allungamento della vita, ai nuovi bisogni e alle nuove sfide connesse alla velocità dei cambiamenti imposti dall'innovazione tecnologica. Una partita che si può vincere solo puntando sull'integrazione. 

"Abbiamo bisogno di una mobilitazione sociale e culturale, a partire dai territori, per concretizzare ciò che abbiamo scritto nella legge: ovvero, che accanto a quello di protezione civile è necessario far crescere un sistema di protezione sociale del nostro Paese. Solo così si può far fronte al terremoto quotidiano che scuote gli strati sociali più deboli del nostro Paese e ridare piena fiducia a tutti nel futuro. Lo possiamo fare solo puntando su una forte integrazione tra dimensione economica e dimensione sociale, come affermeremo ufficialmente domani al vertice europeo di Göteborg. Ma per dare concretezza alle dichiarazioni ci sarà ancora bisogno del contributo di risorse importanti come la cooperazione sociale: un sistema che ha già dimostrato di saper ben progettare ed assumere responsabilità; un altro importante «made in Italy» in cui continuare a credere e investire".