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Istituito il Tavolo caporalato, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

15 gennaio 2019

Dal 2019, la lotta al caporalato ha un nuovo strumento. Il contrasto a tale fenomeno sarà pianificato da un apposito Tavolo al quale siederanno i rappresentanti di tutte le Istituzioni competenti. È quanto prevede l'art. 25 quater della Legge n. 136/2018, con cui è stato convertito in legge il D.L. n. 119/2018.

Il tavolo sarà presieduto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali o da un suo delegato e opererà per tre anni (prorogabile per ulteriori tre anni). Obiettivo del Tavolo è quello di promuovere "la programmazione di una proficua strategia per il contrasto al fenomeno del caporalato e del connesso sfruttamento lavorativo in agricoltura".

Tra le funzioni: definire gli obiettivi strategici nel contrasto al caporalato, elaborare misure specifiche per migliorare le condizioni di svolgimento dell'attività lavorativa stagionale di raccolta dei prodotti agricoli e individuare misure per la sistemazione logistica e il supporto dei lavoratori. Tali obiettivi saranno programmati in un apposito Piano Triennale che sarà definito nel corso delle riunioni del Tavolo. Le attività saranno sviluppate nell'ambito di appositi gruppi di lavoro strutturati in relazione alle principali sfide da affrontare: vigilanza e repressione del fenomeno del caporalato; adeguamento dei prezzi dei prodotti agricoli, intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e valorizzazione del ruolo dei Centri per l'Impiego, trasporti, fornitura di alloggi e foresterie temporanee e potenziamento della rete del lavoro agricolo di qualità.

Parteciperanno ai lavori del Tavolo i rappresentanti di vari Ministeri (Interno, Giustizia, Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, Infrastrutture e Trasporti), dell'ANPAL, dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, dell'INPS, del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro, della Guardia di Finanza, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano e dell'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI). Potranno partecipare alle riunioni anche i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori del settore nonché delle organizzazioni del Terzo Settore.

Le modalità organizzative e operative sono demandate a uno specifico decreto interministeriale, da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.