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Piano nazionale di contrasto alla povertà: positivo incontro con i Presidenti delle Regioni

12 maggio 2016

Da Poletti l'invito a collaborare alla creazione di un'infrastruttura territoriale integrata per un'efficace attuazione delle misure 

 

"Servono coraggio politico, lealtà e impegno condiviso per un riordino razionale degli strumenti esistenti e delle relative risorse, in modo da rendere davvero efficace il contrasto alla povertà e all'esclusione sociale". È quanto ha affermato il Ministro Giuliano Poletti in occasione dell'incontro con i Presidenti delle Regioni dedicato ad un esame del Piano nazionale di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale, valutato in termini positivi dalle Regioni.

"Abbiamo avuto un ottimo confronto con il ministro Poletti" -ha detto il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini- ed una condivisione sia sulla misura adottata per la prima volta dal governo sia sui criteri adottati".

Poletti ha sottolineato la portata "storica", per un paese che non ha mai affrontato in modo organico il tema della lotta alla povertà, della creazione di un Fondo nazionale dedicato, con una dotazione strutturale di risorse pari ad 1 miliardo all'anno a partire dal 2017, e che potranno auspicabilmente essere integrate, da utilizzare in linea con le previsioni contenute nel disegno di legge delega attualmente all'esame del Parlamento.

"Dopo il jobs act" -ha detto il Ministro- "stiamo costruendo un social act, un quadro di politiche strutturali e integrate per contrastare la povertà e l'esclusione sociale".

Dopo aver ricordato che per l'anno in corso si partirà con l'estensione del Sostegno all'Inclusione Attiva a tutto il territorio nazionale, avendo a disposizione risorse pari a 750 milioni, che consentiranno di intervenire a sostegno di circa 220mila famiglie, più di 450mila minorenni e quasi 1 milione di persone, Poletti ha sottolineato che l'intervento che si intende portare avanti è ispirato ad una logica nuova: quella, appunto, dell'inclusione attiva. "Questo significa -ha spiegato il Ministro- che accanto al sostegno economico vogliamo attivare servizi personalizzati per le famiglie, in modo da fornire loro gli strumenti per superare le condizioni di difficoltà. Significa adottare una mentalità nuova, prevedendo che l'erogazione del sussidio economico sia subordinata all'adesione, da parte di chi ne beneficia, ad un progetto personalizzato di intervento a più dimensioni, la cui regia viene affidata ai soggetti più vicini al cittadino: il Comune e il servizio sociale. Insomma: la comunità offre al cittadino in condizioni di bisogno un sostegno economico, ma chi lo riceve deve attivarsi e rendersi disponibile ad essere 'preso in carico' dal servizio sociale ed a seguirne le indicazioni. Insomma una logica analoga a quella delle politiche attive per il lavoro".

Ma per realizzare politiche di questo segno, Poletti ha sottolineato che "occorrono le infrastrutture adatte", invitando le Regioni ad assicurare la loro collaborazione per "costruire e potenziare una infrastruttura territoriale capace di lavorare in modo integrato, non a compartimenti stagni; così come bisogna lavorare alla realizzazione di un sistema di banche dati che ci aiutino a leggere la realtà sociale, le povertà esistenti ed i differenti bisogni".  "Senza trascurare" -ha concluso il Ministro- "l'esigenza di rafforzare i centri per l'impiego, una struttura essenziale per contribuire a ridurre la disoccupazione che è tra le cause principali di povertà, definendo un piano di potenziamento insieme con le Regioni".