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Poletti: il Reddito di inclusione è qualcosa d’importante che dovrà durare nel tempo

28 marzo 2018

​"Abbiamo sempre ritenuto che andasse migliorata la rete di protezione sociale", così il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha posto l'accento sull'impegno svolto dal Dicastero nel corso della legislatura e che ha generato, tra i numerosi risultati, anche il varo del REI, il Reddito d'inclusione.

Molto chiare anche le parole del Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni che, senza retorica, ha definito il REI "uno strumento nazionale, strutturale e non passivo".

Se ne è parlato oggi, a Roma, nella sede INPS di Palazzo Wedekind, in occasione della conferenza stampa "Reddito d'inclusione: un primo bilancio". I lavori sono stati aperti dal Presidente dell'INPS, Tito Boeri, che ha illustrato alcuni tra i risultati raggiunti. In primo luogo, la platea dei beneficiari: "Tra REI, SIA e misure regionali integrative, ha spiegato, in tre mesi è stato già raggiunto il 50% della platea potenziale".

Cifre alla mano, delle misure di contrasto alla povertà hanno già usufruito 251.000 famiglie, pari a circa 870.000 persone. Interessante anche l'importo del REI, che si è rivelato strumento più generoso dei precedenti: 297 euro erogati in media, contro i 245 del SIA.

Il Ministro Poletti, ha proseguito la sua analisi sociale e richiamato l'attenzione su cosa occorre evitare: "Uno dei rischi, ha detto, è che la parte d'integrazione al reddito funzioni, mente la rete di servizi a supporto stabile dei beneficiari si fermi in qualche punto, o perché manca un assistente sociale o per altri motivi. Invece, si deve far procedere entrambi i servizi". Il Ministro ha proseguito ricordando alcuni elementi sui quali si è intervenuti per migliorare la rete di protezione sociale: avere un numero congruo per gli accessi al REI, un punto ogni 40.000 cittadini circa. E anche un assistente sociale ogni 5.000 abitanti. "Si tratta di standard, di livelli minimi – ha spiegato Poletti – dai quali non si può prescindere. E dove ci siamo resi conto che il disagio principale era dato dalla mancanza di lavoro, siamo intervenuti a potenziare anche i Centri per l'Impiego".

A parere di Roberto Rossini, portavoce dell'Alleanza contro la Povertà, i risultati raggiunti sono apprezzabili, anche per il carattere universale del sostegno, e il REI si è dimostrato misura flessibile, ragionevole e completa. In futuro, ha concluso, la prossima grande sfida sarà costituita dagli interventi sul welfare locale che dovranno dimostrarsi all'altezza delle differenti situazioni territoriali.

Ha preso la parola, quindi, il Premier Paolo Gentiloni che ha ricordato come il Paese si sia lasciato alle spalle la sua crisi più difficile, dal dopoguerra. In questo scenario, ha tenuto a sottolineare, dopo soli tre mesi, dal 1 dicembre a oggi, "si può dire che il REI funziona. Non era un esito scontato".

Tra le numerose considerazioni svolte sul REI, particolare attenzione il Presidente del Consiglio ha riservato al coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, alla nascita dell'Alleanza, "un arcipelago di forze che da sempre caratterizza il welfare italiano". E poi, un riconoscimento al complicato lavoro svolto congiuntamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dall'INPS per la buona riuscita del Reddito d'inclusione.
Una misura, ha ricordato Gentiloni, che "dal 1 luglio 2018, vedrà aumentare la sua platea grazie alle risorse integrative inserite nel Bilancio 2018". Infatti, in virtù delle modifiche previste dalla legge di bilancio, il REI potrà ampliare la sua portata grazie al venire meno dei requisiti familiari, raggiungendo una platea di potenziali beneficiari di oltre 700mila famiglie, per un totale di 2,5 milioni di persone.

Per il futuro, il Premier si è augurato che l'impegno corale prosegua per "tradurre i buoni risultati economici in un miglioramento della condizione sociale".

A completamento degli interventi politici, è intervenuto il direttore generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale del Ministero, Raffaele Tangorra, che ha ricordato l'impegno del Dicastero anche "verso i più fragili, i senza dimora". Si è trattato del contrasto alla povertà estrema, del miglioramento delle condizioni di vita di persone che, ha spiegato "prima erano invisibili nelle statistiche ufficiali, proprio perché senza dimora". Sul tema, il Ministero ha realizzato una strategia complessiva e strutturata: "Housingfirst", prima di tutto la casa. Un obiettivo raggiungibile – ha terminato Tangorra – con il fondo di 20 milioni di euro l'anno, dal 2018, destinati ai senza dimora.

A margine della presentazione, dialogando con i giornalisti riguardo all'impianto del REI, il Ministro Poletti ha considerato che "si possono innescare valutazioni e considerazioni per il futuro. Ma credo sia qualcosa di importante che dovrà durare nel tempo: sarebbe un peccato se s'interrompessero o smontassero strumenti che è stato così difficile costruire".

 

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Leggi la scheda Piano d'interventi per le persone in povertà estrema e senza dimora

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