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Rapporti sulle principali comunità migranti presenti in Italia (2015)

12 marzo 2016

Giunti alla quarta edizione, i Rapporti analizzano una serie di dati relativi a diverse dimensioni del processo migratorio, della presenza e dell'integrazione: le caratteristiche sociodemografiche, le dinamiche di partecipazione al mercato del lavoro, al sistema sanitario e al welfare, i percorsi scolastici dei giovani provenienti da un contesto migratorio, la partecipazione sindacale. Tra gli approfondimenti, quelli dedicati ai minori non accompagnati, ai NEET, all'imprenditoria migrante; tra le novità dell'edizione 2015, il focus sull'inclusione finanziaria realizzato grazie alla sinergia con CeSPI.

I dati dell'edizione 2015 mostrano uno scenario migratorio caratterizzato da un rallentamento della crescita delle comunità più radicate, come quella marocchina e albanese (-1,2% e -0,8% rispetto al 2014). Al contempo crescono le comunità dalla più recente storia migratoria, come la pakistana (+8,9%) e la bengalese (+8,6%).

L'analisi delle tipologie di permesso di soggiorno consente di fotografare il grado di radicamento delle comunità sul territorio: in alcune – come l'albanese e la tunisina - i titolari di permesso di lungo soggiorno UE rappresentano quasi il 70% dei regolarmente soggiornanti, mentre in altre – come la bengalese e la cinese – tale quota è inferiore al 50%. Nel caso di comunità come quella albanese e marocchina i titoli di soggiorno legati a motivazioni familiari rappresentano quasi il 50% dei casi. In altre – come quella cinese, filippina e ucraina - si rileva un'incidenza superiore al 70% dei permessi di soggiorno rilasciati per motivi di lavoro.

I Rapporti e le relative sintesi sono disponibili nell'area Paesi del Portale Integrazione Migranti.