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Al FORUM PA, riflettori su “Digital Transformation e Pubblica Amministrazione: un binomio possibile”

22 maggio 2018

Sotto i riflettori, questa mattina al FORUM PA, la Digital Transformation del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un percorso di cambiamento che mira a trasferire le modalità operative tipiche del settore privato all'interno dell'Amministrazione, ma senza snaturarne la sua missione istituzionale.

Sul tema, ci si è confrontati nel workshop "Digital Transformation e Pubblica Amministrazione: un binomio possibile", organizzato dal Ministero e al quale hanno preso parte Daniele Lunetta, dirigente Divisione II Digitalizzazione e innovazione tecnologica del Dicastero, Alberto Mattiacci, Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all'Università La Sapienza di Roma, e Giorgio Gabbani, Senior Manager di Iconsulting.

Al dottor Lunetta il compito di presentare quello che lui stesso ha descritto "un cambiamento culturale che dobbiamo portare nel nostro modo di lavorare". Dalla digitalizzazione, avvenuta dal 2015 a oggi, di tutte le procedure che prima erano in formato analogico alla recente introduzione dell'URP online per offrire al cittadino, alle aziende e agli operatori un nuovo modello di Citizen Relation Management (CRM), uno strumento interattivo, personalizzato e immediato, per inoltrare i quesiti e consultare il ricco catalogo di FAQ.

Altrettanto importanti - ha proseguito il dirigente - sono stati l'ampio utilizzo dei canali social del Ministero per dialogare con il cittadino e la recente introduzione dello smart working, un'opportunità resa possibile soltanto grazie alla "tecnologia che è abilitante".

Ad avviso di Giorgio Gabbani, il tema della Digital Transformation è tra quelli centrali per la Pubblica Amministrazione. Da un lato, ha detto, occorre tenere presenti la difformità e l'ampiezza degli schemi che bisogna mappare; dall'altro, non dimenticare che spesso "la PA va a fare mestieri non suoi per tappare i buchi aperti da altri".

E dunque, per migliorare i servizi al cittadino, Gabbani ha individuato quattro filoni operativi: la comunicazione dei dati tra tutti i soggetti della PA; la specializzazione del rapporto con le imprese, attraverso la condivisione con la PA dei dati in loro possesso; l'utilizzo dei dati offerti dai canali social, che sono molto pervasivi; la conservazione di ogni informazione generata dalla PA, anche di quelle che possono apparire inutili. Tutto questo perché, ha concluso il manager, la differenza può farla soltanto "la capacità di usare i dati a propria disposizione".

La centralità del tema è stata riconosciuta anche da Mattiacci che, senza retorica di circostanza, ha affermato che "la digitalizzazione potrebbe essere la battaglia per la vita della PA". Infatti, ha poi posto in rilievo, la Digital Transformation offre l'opportunità di rendere visibile il lavoro della Pubblica Amministrazione e, quindi, di valorizzarlo.

Per il docente, il problema di chi lavora nella PA non è certo la cultura o la disponibilità al cambiamento quanto, piuttosto, "una sorta di paura" a gettare il cuore oltre l'ostacolo della rigidità di alcune procedure. A suo avviso, ha commentato, è proprio per questo che "alla Pubblica Amministrazione manca la snellezza di movimento del privato, così è difficile competere: anzi, non si può competere in questo modo".

Le conclusioni del workshop sono state svolte dal dottor Lunetta che ha ricordato una componente essenziale della Digital Transformation: essa deve "essere accompagnata anche dalla disponibilità, dall'inclinazione, dalla curiosità della persona". Sul versante istituzionale, infine, il dirigente ha indicato il percorso che seguirà il Ministero: "La nostra scommessa per i prossimi anni, è avere con i cittadini un autentico 'rapporto social' per offrire servizi sempre più puntuali e vicini alle esigenze delle persone".