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Linee di indirizzo per il sostegno alle famiglie vulnerabili e per la tutela dei bambini e dei ragazzi fuori famiglia

29 dicembre 2017
Costruire un sistema omogeneo per offrire servizi più equi e appropriati nei confronti dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie. È questo l’obiettivo dei due strumenti di soft law approvati in Conferenza Unificata, che definiscono orientamenti comuni su specifiche linee di azione:
1. i percorsi di sostegno delle famiglie vulnerabili per prevenire l’allontanamento dei bambini e dei ragazzi;
2. la tutela dei minorenni fuori famiglia che vengono accolti nei servizi residenziali.

Le Linee di indirizzo per l’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità, approvate il 21 dicembre, intendono capitalizzare l’esperienza della sperimentazione del programma P.I.P.P.I., ormai pluriennale, che interviene sulla prevenzione dell’istituzionalizzazione attraverso il sostegno della genitorialità.
Il documento affronta il tema degli interventi di cura e protezione dei bambini nel loro ambiente familiare, ponendo una attenzione particolare agli interventi finalizzati a prevenirne l’allontanamento. 

Le Linee di indirizzo per l’accoglienza nei servizi residenziali per bambini e ragazzi, approvate il 14 dicembre 2017, si focalizzano invece sul rispetto dei diritti, sulla risposta ai bisogni, sulle relazioni significative, sulla progettualità di sostegno inclusivo alla crescita dei ragazzi e, nel caso, sulla progressiva acquisizione di autonomia.
L’accoglienza è concepita come pluralità di percorsi possibili all’interno di una cornice unitaria e come necessaria risposta della società e delle sue istituzioni ai diritti dei “cittadini in crescita” che si trovano temporaneamente fuori dalla propria famiglia.

Entrambe le Linee di indirizzo sono, come accaduto già nel 2012 per l’affido, frutto di un lavoro collegiale e pluriennale, realizzato in seno a tavoli istituzionali nazionali presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti protagonisti dei processi in questione. Sono rivolte a decisori politici e amministratori e vanno ad integrare e completare il quadro degli strumenti di orientamento nazionale in materia di presa in carico di minorenni e famiglie, inizialmente delineato per gli aspetti dell’affidamento familiare dalle Linee di indirizzo nazionali risalenti al 2012.