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Poletti: “Con le politiche attive, cambio di passo per il nostro Paese; ora avanti con approccio integrato tra lavoro, istruzione e sviluppo economico”

13 novembre 2017
"Ragionare di politiche attive è un cambio di passo per il nostro Paese. Una scelta che trova conferma anche nella legge di bilancio, con la possibilità di usare l'assegno di ricollocazione già al momento dell'attivazione degli ammortizzatori sociali - come la Cassa Integrazione - in una logica di anticipazione delle misure per il reinserimento".

E' quanto ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, nel corso del convegno organizzato da ANPAL "Le politiche attive del lavoro per lo sviluppo delle competenze", che si è svolto venerdì 10 novembre, a Roma, nel quadro delle iniziative previste in occasione della Presidenza Italiana del G7.

Ciò che diventa sempre più essenziale, ha sottolineato il Ministro, è che "questo lavoro si faccia in maniera integrata con i Ministri dell'Istruzione, dello Sviluppo Economico e della Coesione, perché abbiamo bisogno che questi ambiti si parlino per avere una lettura condivisa dei fenomeni".

"Non ci sono più misure e strumenti validi per sempre - ha proseguito - perché i fenomeni cambiano velocemente. Per affrontare le sfide imposte dal lavoro che cambia, abbiamo bisogno di costruire infrastrutture particolarmente dinamiche e flessibili a cominciare da quelle finalizzate a garantire una regia pubblica degli interventi".

Una visione condivisa anche dal Presidente dell'ANPAL, Maurizio Del Conte, e dal Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti.

"I dati e le analisi più recenti dimostrano che siamo di fronte a un cambiamento profondo, ma non catastrofico - ha detto Del Conte - fenomeni che vanno considerati più per l'impatto evolutivo che distruttivo". È comunque necessario un cambiamento radicale di approccio: "In passato - ha spiegato il Presidente dell'ANPAL - tali trasformazioni erano più rare e graduali, quindi venivano spesso gestite con un accompagnamento morbido alla pensione, attraverso politiche passive. Oggi non è più possibile procedere in questo modo: è necessario puntare su occupabilità e formazione continua, favorendo la portabilità delle esperienze lungo tutto l'arco della vita".

Le risorse messe in campo dall'Europa per sostenere questi processi ci sono: "Fino al 2020 - ha ricordato il Ministro De Vincenti - abbiamo a disposizione 18 miliardi di euro per finanziare misure di politiche attive e di sostegno a favore dell'occupazione, al fine di ricostruire una prospettiva per i giovani, in particolare per quelli del Mezzogiorno, dove l'incidenza di "neet" e disoccupati risulta ancora molto significativa.
Obiettivi - ha concluso De Vincenti - che sarà necessario perseguire continuando a puntare sulle riforme e sull'integrazione delle politiche adottate dal Governo, come è si è cominciato a fare con il Jobs Act e Industria 4.0".

 

Per maggiori informazioni e documentazione sul convegno: www.anpalservizi.it