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Poletti: “È fondamentale mettere dentro il sistema economico del nostro Paese più conoscenza e formazione. Si vince qualificando l’apparato produttivo”

24 gennaio 2018

"Usciamo da una crisi profonda che ha visto un'Italia che andava indietro. Nel giro di pochi anni si sono persi circa un milione di posti di lavoro. Abbiamo dovuto invertire una tendenza e bloccare l'arretramento. Oggi, è iniziata la ripresa ma dobbiamo lavorare insieme per risolvere il problema".

È quanto ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, nel corso del convegno "Le riforme del lavoro e gli effetti sulla Sardegna. Come stabilizzare la crescita occupazionale", che si è svolto questa mattina, a Cagliari, in occasione di "Sardinian Job Day", l'evento dedicato ai servizi e alle politiche attive del lavoro.

"È fondamentale mettere dentro il sistema economico del nostro Paese più conoscenza e formazione. Si vince qualificando l'apparato produttivo. Bisogna avere la consapevolezza che lo studio è importante. Poi bisogna impegnarsi: non basta sapere, bisogna anche saper fare, quindi applicare la conoscenza alla realtà. Poi è necessario saper essere cioè bisogna stare insieme agli altri.
Oggi, è quasi normale che una scuola dialoghi con l'azienda - ha sottolineato il Ministro - ma per molto tempo abbiamo pensato di mantenere sfere separate. Anche l'orientamento scolastico si deve in qualche modo evolvere. Gli sforzi che abbiamo fatto per superare questi ostacoli stanno producendo buoni risultati".

"L'accesso al mondo del lavoro è la chiave prioritaria per sconfiggere la povertà e la dispersione scolastica. Le politiche che sono state messe in campo in Sardegna - ha proseguito - sono coerenti con l'impegno nazionale e hanno una loro specificità. Credo che i risultati sul lavoro vadano letti come il combinato di una dinamica di crescita economica e buone politiche del lavoro".

Una visione condivisa anche dal Presidente dell'ANPAL, Maurizio Del Conte: "Il lavoro che stiamo facendo è ricostruire il filo rosso che congiunge il mondo della scuola con il lavoro. Stiamo rafforzando l'alternanza scuola-lavoro con una rete di tutor nelle scuole".

"Garanzia Giovani - ha spiegato il Presidente - è un piano straordinario che ha dato a un milione e duecentomila giovani la possibilità di cambiare il proprio status. Con Garanzia Giovani 2.0 inizia una nuova fase che servirà a lasciare un sistema strutturato capace di catturare il giovane quando è nel percorso scolastico. Dobbiamo spostare le misure verso il lavoro vero, quindi incentivare le forme di apprendistato duale".

Il titolare del Dicastero ha concluso il suo intervento promuovendo un cambiamento culturale: "Il lavoro manuale, secondo la vecchia logica, è quello che vale di meno. E invece bisogna guardare avanti perché le mani fanno un lavoro che usa la testa, la creatività, la competenza. Dobbiamo smetterla di immaginare che se faccio un mestiere sono meno di qualcun altro: guardate quanto sono ammirati ora gli chef. Ma quando lo chef si chiamava cuoco non era così attraente". Ha poi aggiunto rivolgendosi direttamente ai giovani: "Provateci. Fate esperienze e non abbiate paura di sbagliare. Siate curiosi. Ci sono meno certezze ma forse più opportunità".