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Presentati i risultati della campagna "Estate sicura per il contrasto al caporalato", condotta dall'Arma dei Carabinieri

7 novembre 2017

Il Ministro Poletti ha preso parte alla presentazione dei risultati ottenuti durante la campagna "Estate sicura per il contrasto al caporalato", condotta dall'Arma dei Carabinieri in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La conferenza stampa si è svolta nella caserma "Salvo D'Acquisto" di Roma dove ha sede il Comando Unità Mobili e Specializzate "Palidoro" dell'Arma. Sotto i riflettori, le attività svolte dal Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro che opera presso la sede centrale dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, alle dipendenze funzionali del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

A illustrare le modalità e gli obiettivi raggiunti, assieme al titolare del Dicastero, sono stati il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d'Armata Tullio Del Sette, e il Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, colonnello Nicodemo Macrì.

È stato il Comandante Generale Del Sette ad aprire i lavori: dopo aver ripercorso alcuni cenni storici sul Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, ne ha elogiato il "lavoro silenzioso" e ne ha ricordato le principali attività operative.
Sul tema specifico del lavoro in nero, il generale Del Sette ha posto in evidenza quanto esso sia "una piaga indegna di una società civile", da affrontare e debellare assieme, con la maggiore efficacia possibile. Proprio sulla condivisione degli obiettivi di legalità, nell'azione di contrasto al caporalato, il Comandante Generale ha ricordato come la recente modifica dell'art. 603 bis del Codice Penale abbia consentito agli uomini e alle donne dell'Arma di agire con maggiore successo contro lo sfruttamento dei lavoratori.

Al colonnello Macrì, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, il compito d'illustrare nel dettaglio i risultati della campagna "Estate sicura per il contrasto al caporalato", svolta dal 1° maggio al 30 settembre 2017. L'ufficiale ha ricordato gli ambiti sui quali si è concentrata l'attività operativa: lavoro nero, sicurezza nei luoghi di lavoro, truffe in danno degli enti previdenziali e assistenziali, contrasto al reato di caporalato e lavoro minorile.

Nei cinque mesi di "Estate sicura", sono state verificate oltre 25.000 posizioni lavorative, delle quali 5.593 (circa il 22%) in nero, totalmente sconosciute alla Pubblica Amministrazione; altre 3.398 posizioni hanno presentato irregolarità. Nel dettaglio, 10.709 posizioni lavorative verificate hanno riguardato cittadini stranieri provenienti da paesi diversi da quelli dell'Unione Europea. Il ricorso al lavoro nero (2.145 unità) e in generale al lavoro irregolare (1.508 unità) di immigrati rimane molto alto, attestandosi su circa il 34% del totale dei lavoratori controllati.

Sul fenomeno del caporalato, il colonnello Macrì è stato netto e ha posto in rilievo quanto esso sia "uno degli obiettivi principali di questo Comando". I numeri parlano chiaro: 25 indagini avviate durante la campagna hanno consentito di denunciare all'Autorità Giudiziaria 48 persone, 13 delle quali in stato di arresto, responsabili di aver sfruttato complessivamente 203 lavoratori. Di rilievo anche l'accertamento delle truffe ai danni di enti previdenziali e assistenziali, INPS e INAIL in primo luogo: i Carabinieri hanno accertato 37 casi, per un importo di  7.575.367 euro, e denunciato all'Autorità Giudiziaria 260 persone.

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha svolto le conclusioni della conferenza e ha speso parole di convinto elogio per l'attività svolta dall'Arma sulle materie di specifica competenza del Comando per la Tutela del Lavoro.

"Dare conto pubblicamente dei risultati ottenuti con la campagna "Estate sicura" - ha detto il Ministro - è di certo un'ottima iniziativa". Per il titolare di Via Veneto, gli obiettivi raggiunti sono lo specchio di un'ampia e coordinata azione che ha visto operare, ognuno nei propri ruoli, settori della Pubblica Amministrazione per il conseguimento di un obiettivo comune. E l'obiettivo è stato subito chiarito dal Ministro, con nettezza: dobbiamo contrastare i "comportamenti illegali, fenomeni pericolosi che colpiscono anche la correttezza del mercato".

In tal senso, il Ministro ha ricordato quanto sia fondamentale "il lavoro di preparazione e investigazione" e, sul tema specifico, ha richiamato l'attenzione sulla "grande specializzazione operativa  che hanno i Carabinieri".
Se l'Arma ha messo a disposizione le proprie competenze e specificità investigative, è stato altrettanto "prezioso il rapporto con gli Ispettorati del Lavoro, a livello interregionale e territoriale".

Sulle azioni di contrasto al caporalato, Poletti ha ricordato la storia recente con la modifica dell'articolo 603 bis del codice penale e il protocollo firmato lo scorso anno, con il Viminale e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. "L' azione che stiamo sviluppando – ha spiegato il Ministro - è finalizzata al controllo sostanziale di pratiche deprecabili".

Sulla legislazione in materia, il titolare del Dicastero ha ricordato i numerosi apprezzamenti ricevuti, anche dall'estero, per un impianto che è tra i più all'avanguardia.
Certamente, ha concluso, "la legge sul caporalato ha avuto forte azione dissuasiva. Ma la lotta al caporalato non è un tema che vale soltanto nel periodo estivo bensì un impegno che dura 12 mesi e se tutti i soggetti si impegneranno al massimo delle loro possibilità, soltanto così potremo raggiungere l'obiettivo".