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Firmato il Memorandum sul Reddito di inclusione tra Governo e Alleanza contro la povertà

14 aprile 2017

Si è svolta a Palazzo Chigi la cerimonia di firma del Memorandum d'intesa sul Reddito di Inclusione, con il Presidente Gentiloni, il Ministro Poletti e l'Alleanza contro la povertà. Esito di una collaborazione intensa, il Memorandum definisce precisi impegni circa il profilo degli interventi da realizzare in attuazione della Legge delega per il contrasto alla povertà, a cominciare dal Reddito di Inclusione.

Sono sette i punti d'intesa raggiunti, e riguardano:

  1. i criteri di accesso dei beneficiari (superamento dell'utilizzo esclusivo dell'ISEE del richiedente; affiancamento di una soglia di accesso legata al reddito disponibile);
  2. i criteri per stabilire l'importo del beneficio (differenziato in base al reddito disponibile; commisurato al numero di componenti il nucleo famigliare);
  3. i meccanismi per evitare la "trappola" della povertà (il beneficio è definito in modo da evitare disincentivi al lavoro; l'obiettivo è costruire una misura effettivamente inclusiva e non uno strumento che spinga le persone a rimanere inattive);
  4. il finanziamento dei servizi per l'inclusione (previsione di affiancare al contributo economico un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa realizzato attraverso il finanziamento strutturale dei servizi di inclusione sociale connessi al ReI);
  5. l'affiancamento ai territori e il supporto tecnico (attraverso una struttura nazionale permanente);
  6. il monitoraggio (raccolta dati e definizione degli indicatori per la verifica dell'efficacia);
  7. la forma di gestione del Reddito di inclusione (promozione della gestione associata dei servizi sociali da parte dei Comuni).

Grande soddisfazione è stata espressa dal Ministro Poletti, che nel ringraziare l'Alleanza per la capacità di porre la questione della lotta alla povertà al centro dell'agenda, sottolinea come si arrivi a questa firma grazie a "un metodo innovativo e una grande capacità di elaborazione".
"Credo - ha osservato - che sia stato un vero passaggio culturale aver avuto la forza di mettere insieme tante associazioni con una testa diversa, di rinunciare alle proprie posizioni per realizzare un disegno condiviso. Perché affrontare il tema della povertà non è semplice, bisogna ammetterla, prenderne coscienza, accettare che è una condizione della vita di una parte importante della società che segnala limiti nel modo di vivere".

Nel ribadire l'impegno del Governo ad approvare rapidamente il decreto di attuazione, il Ministro ha riconosciuto che il successo di questo nuovo approccio si costruirà nel tempo. Aver definito il Reddito di inclusione "ha significato definire un metodo e affermare dentro un disegno i contenuti: il sostegno al reddito e l'inclusione. È un grande tema su cui bisogna continuare a lavorare. Il trasferimento monetario è semplice ma dobbiamo puntare a costruire una cultura, un'infrastruttura che faccia coagire la dimensione del sociale con quella del lavoro nel contrasto alla povertà, e questo è qualcosa di più complesso da fare". A tal proposito, ha ricordato che è in corso un intervento di potenziamento dei Centri per l'impiego: 600 nuovi operatori che saranno selezionati per essere esclusivamente dedicati alla presa in carico dei beneficiari del ReI e alla collaborazione con i servizi sociali per la progettazione personalizzata.

Il Presidente Gentiloni ha definito quello di oggi "un primo risultato che va rivendicato però con forza" sottolineando che si tratta di "un impegno per la dignità di 2 milioni di persone".
Per Roberto Rossini, portavoce dell'Alleanza della povertà, si tratta di "una fase che inaugura un nuovo modo di pensare all'intervento pubblico in tema di povertà".


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