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G7 del Lavoro, Poletti: “Governare il cambiamento per assicurare una giusta transizione”

2 ottobre 2017

Governare il cambiamento, mettendo insieme governi e parti sociali, con l'obiettivo di assicurare una giusta transizione verso il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e la crescita dell'economia.
È questo l'impegno assunto a Torino dai sette grandi del lavoro e dell'occupazione, nel corso del G7 che si è svolto venerdì 29 e sabato 30 settembre, presso la Reggia di Venaria Reale.

Presenti al Summit, presieduto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, anche le parti sociali italiane e internazionali, che hanno incontrato i Ministri - per la prima volta nella storia dei G7 - per confrontarsi sulle strategie da adottare per affrontare i problemi del lavoro nei paesi più industrializzati.

Un'impostazione fortemente voluta dal Ministro Poletti, che ha raccolto il particolare apprezzamento delle Organizzazioni Sindacali e degli altri partner del Summit, tutti concordi sul metodo da adottare e sul merito della discussione che si è sviluppata. "Questo G7 ha al centro l'idea di una giusta transizione e del buon governo dell'innovazione nella direzione del miglioramento delle condizioni di vita delle persone – ha detto il Ministro al termine dell'incontro con le Parti sociali - il cambiamento e l'innovazione vanno governati e c'è bisogno che questo tipo di impegno si risolva nella collaborazione tra i Governi, gli Stati, le Istituzioni e le organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori, perché questo cambiamento è così profondo, così radicale che non c'è nessuno che possa pensare di affrontarlo da solo".

Il Ministro ha quindi ricordato come il cambiamento tecnologico rappresenti un patrimonio delle nostre società e delle nostre economie. "C'è grande discussione sui posti di lavoro che si possono perdere con l'innovazione. La storia di questi anni ci dice che i posti di lavoro che abbiamo perso non sono quelli delle imprese che hanno investito e innovato, ma sono quelli delle imprese che non hanno investito nè innovato e sono state espulse dal mercato".

Tuttavia è evidente che il progresso tecnologico in sé non è neutrale e, se non ben governato, comporta il rischio che le disuguaglianze economiche e sociali nei nostri paesi possano crescere. 

Per questo, nel documento finale si concorda sulla necessità di "promuovere i benefici dell'innovazione tra i gruppi sociali particolarmente esposti alla perdita di un impiego e a coloro che affrontano ostacoli nell'accesso a nuove opportunità di lavoro, inclusi i lavoratori meno qualificati, i lavoratori maturi e le persone con disabilità". Per tutti, una delle misure più importanti resta lo sviluppo di competenze adeguate alla domanda del mondo produttivo e – per quanto riguarda i giovani – politiche efficaci di sostegno alla transizione dalla scuola al lavoro"; così come lo sviluppo di politiche per "conciliare vita professionale e familiare, rafforzando i servizi di assistenza e promuovendo politiche familiari".

Le conclusioni del Summit rappresentano solo una tappa di un percorso che si svilupperà ancora nel tempo e andrà a impegnare tutti gli attori interessati, anche nei prossimi appuntamenti internazionali dei paesi membri del G7. Troveremo traccia dell'evoluzione del dibattito e delle misure adottate anche nel nuovo forum sul lavoro che cambia, lanciato da questo G7, per condividere strategie, buone pratiche ed esperienze, che sarà gestito da OCSE e ILO.


Leggi il testo della dichiarazione ministeriale "Per un migliore futuro del lavoro: Percorsi per Agire"

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