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Correttivo jobs act

10 giugno 2016

Poletti: con la piena tracciabilità dei voucher si conferma l’impegno contro l’illegalità e la precarietà del lavoro

 

“La misura che consente una piena tracciabilità dei voucher conferma il nostro impegno a combattere ogni forma di illegalità e di precarietà nel mercato del lavoro e a colpire tutti i comportamenti che sfruttano il lavoro ed alterano una corretta concorrenza tra le imprese”.

È quanto afferma il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, commentando - dopo l’approvazione in via preliminare, da parte del Consiglio dei Ministri, del Decreto legislativo correttivo del Jobs Act- la norma che introduce l’obbligo, per i committenti, imprenditori non agricoli o professionisti, che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio, di comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione di lavoro accessorio, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione. I committenti imprenditori agricoli sono tenuti a comunicare, nello stesso termine e con le stesse modalità di cui al primo periodo, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 7 giorni.

“Alla misura approvata oggi -aggiunge Poletti- affiancheremo un aumento dei controlli specifici, grazie alla razionalizzazione delle attività ispettive resa possibile dalla costituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro e, in caso di violazione degli obblighi di comunicazione, applicheremo la medesima sanzione prevista per il lavoro intermittente, da 400 a 2.400 euro per ciascun lavoratore per cui venga omessa la comunicazione”.    

“Come per le altre norme del Jobs Act -continua il Ministro- monitoreremo i risultati di questo intervento per capire se è sufficiente a riportare l’uso dei voucher ad un livello ragionevole o se saranno necessari ulteriori misure. Quello che è certo è che noi vogliamo determinare le condizioni perché crescano e si sviluppino le imprese regolari ed il buon lavoro”.

In conclusione, Poletti si sofferma su un’altra misura contenuta nel decreto: quella che prevede la possibilità di trasformare i contratti di solidarietà ‘difensivi’ in contratti di solidarietà ‘espansivi’.

“Con questa previsione -sottolinea il Ministro- intendiamo favorire, con una collaborazione tra imprese e istituzioni, l’incremento dei lavoratori e l’inserimento di nuove competenze, in linea con il nostro obiettivo prioritario di determinare le condizioni per un aumento dell’occupazione”.