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'Il lavoro che cambia'

20 aprile 2017

Online il portale realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per dare spazio a una discussione pubblica sul tema

 

www.lavorochecambia.lavoro.gov.it è questo l'indirizzo del portale, online da oggi, che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali mette a disposizione di tutti coloro che - a partire dalla documentazione che viene pubblicata e utilizzando un'area "forum" dedicata - vorranno dare un contributo, esprimere una propria valutazione, offrire un suggerimento, proporre idee sul tema di come cambia il lavoro in relazione alla crescente diffusione dell'automazione e della digitalizzazione nella società e nei processi produttivi.

L'iniziativa è stata presentata questa mattina, presso la sede del Ministero, dal Ministro Giuliano Poletti, insieme a Cristina Grieco, Coordinatrice della IX Commissione Istruzione, Lavoro, Innovazione e Ricerca della Conferenza delle Regioni, e, in collegamento video, a Gianni Rosas, Responsabile dell'Ufficio ILO Italia.

Poletti ha sottolineato che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in linea con l'iniziativa assunta dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro in occasione del suo centenario e in vista del prossimo G7 che quest'anno si svolgerà in Italia e sarà dedicato al rapporto tra "Scienza, tecnologia e lavoro", ha deciso di promuovere una riflessione organica e strutturata su un tema sul quale si sta sviluppando il dibattito in tutto il mondo: come cambia il lavoro in relazione alla crescente diffusione dell'automazione e della digitalizzazione nella società e nei processi produttivi.

"L'obiettivo - ha detto il Ministro - è quello di tracciare un quadro del lavoro che cambia, con una particolare attenzione all'impatto che la trasformazione tecnologica, determinata dall'intreccio di digitalizzazione e automazione, ha e potrà avere sul lavoro, valutando da un lato le grandi opportunità che offre, dall'altro la sfida che pone in termini di sostenibilità sociale. Una trasformazione che non è neutrale, ma investe tutti gli aspetti della vita della nostra comunità, dal lavoro, al welfare, alle relazioni sociali. Per questo la nostra iniziativa non punta a definire soluzioni normative per situazioni specifiche e contingenti, ma a creare un quadro di riferimento per una strategia di lungo respiro che aiuti a governare i processi di cambiamento prevenendone le distorsioni e cogliendone le opportunità".

Una riflessione che è in corso anche in altri paesi europei, ad esempio la Germania e la Francia, e che il Ministero del Lavoro intende sviluppare coinvolgendo tutti i soggetti interessati attraverso un confronto aperto, plurale e partecipato, a partire dalla costituzione di un "tavolo istituzionale", affiancato da un comitato scientifico che ha il compito di assicurare un contributo di carattere tecnico e di approfondimento a supporto dell'attività di elaborazione.

"Ma la nostra intenzione - ha chiarito il Ministro - è di allargare il più possibile la discussione e il confronto su un tema che è destinato ad assumere un carattere strutturale ed evolvere in parallelo con i cambiamenti che continueranno a prodursi in futuro. Da qui la decisione di un portale dedicato, con un "Forum", una sede pubblica di dibattito, per dare la possibilità, a tutti coloro che sono interessati - cittadini, organizzazioni e associazioni, parti sociali, istituzioni - di dare un contributo di valutazione e di idee, prendendo spunto da una prima, sintetica elaborazione pubblicata sul portale, che parte dai 4 pilastri definiti dall'ILO - lavoro e società; organizzazione del lavoro e della produzione; lavoro dignitoso per tutti; governance del lavoro - ai quali ne abbiamo aggiunto un quinto, che fa riferimento alla specificità italiana: i giovani e il lavoro".

Dopo aver sottolineato che ognuno potrà cogliere dal documento base gli spunti che più lo interessano in relazione alle proprie attività ed esperienze e potrà svilupparli offrendo così un contributo importante ed originale, Poletti ha affermato che questa "elaborazione condivisa"  sarà utilizzata per costruire le linee programmatiche del Governo sul tema.

Il Ministro ha quindi evidenziato che questo percorso di elaborazione viene portato avanti in collaborazione con il MISE e il MIUR, in quanto si inserisce in un contesto più ampio che ha come riferimento il piano Industria 4.0, che delinea un quadro di evoluzione del nostro sistema produttivo, e con l'alternanza scuola-lavoro, un primo passo fondamentale per una migliore relazione tra conoscenza e lavoro; ed anche in collaborazione con le Regioni, alle quali spettano competenze specifiche in materia di lavoro.

Dopo aver chiarito che l'iniziativa è da intendere come un cantiere aperto, un processo di elaborazione e di confronto che potrà continuare ed evolversi in futuro, Poletti ha comunque sottolineato che ci sono già delle scadenze definite.

"Alla fine di maggio - ha detto il Ministro - è in programma un appuntamento pubblico nel quale, grazie al lavoro del tavolo istituzionale e del comitato scientifico, tireremo le somme di questa prima discussione pubblica e ne trarremo delle linee guida che saranno a disposizione dell'azione del Governo e rappresenteranno il contributo italiano all'iniziativa promossa dall'ILO per il suo centenario".

Infine, Poletti ha ricordato due appuntamenti internazionali di particolare rilievo.

Il primo sarà il G20 dei Ministri del Lavoro, in programma il 18 e 19 maggio a Bad Neuenhar, in Germania, che affronterà il tema "Verso un futuro inclusivo: dare forma al mondo del lavoro".

Il secondo sarà il G7 dei Ministri del Lavoro, in programma a Torino il 30 settembre e 1 ottobre, che avrà al centro proprio il tema del futuro del lavoro e delle sfide connesse sul piano delle tutele. Questo evento fa parte di una settimana di incontri, nel corso della quale si svolgeranno le sessioni ministeriali, a presidenza italiana, che vedranno impegnati, oltre al Ministro del Lavoro, i Ministri dello Sviluppo Economico e dell'Istruzione, Università e Ricerca che affronteranno, rispettivamente, il tema delle sfide future per l'industria e per la formazione.