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Dichiarazione del Ministro in procinto di lasciare il suo incarico di Governo

29 maggio 2018

Poletti, onorato di aver assunto un’impegnativa responsabilità al servizio dei cittadini; soddisfatto per alcuni risultati positivi, raggiunti anche grazie a una proficua collaborazione con Parlamento e Parti sociali


In procinto di lasciare il suo incarico di governo, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"Considero un onore ed un privilegio avere assunto, in questi anni, un'impegnativa responsabilità al servizio dei cittadini che ho cercato di portare avanti al meglio delle mie capacità. È stato un periodo di attività molto intensa, che mi lascia in eredità il senso di un'esperienza di grande valore politico e umano, durante il quale abbiamo realizzato significativi interventi di riforma e di innovazione nel campo delle politiche del lavoro e delle politiche sociali. Un'attività che è proseguita anche in questi ultimi mesi, durante i quali hanno visto la luce provvedimenti relativi al Servizio Civile, all'assegnazione delle risorse destinate a rafforzare i servizi territoriali per l'inclusione sociale, alla tutela del lavoro nelle imprese confiscate alla criminalità e, da ultimo, l'avvio definitivo dell'assegno di ricollocazione, strumento essenziale per dare concreta attuazione alle politiche attive del lavoro.

Sono convinto che le politiche sviluppate in questi anni ci abbiano consentito di raggiungere alcuni risultati positivi, per i quali esprimo la mia soddisfazione, insieme ad un sincero grazie a tutti i dipendenti del Ministero per l'impegno e il contributo che hanno assicurato, ognuno nel proprio ruolo e con le proprie responsabilità, per conseguire gli obiettivi individuati. Questo è stato possibile anche grazie ad un proficuo rapporto di collaborazione, oltre che con il Parlamento, con i soggetti della rappresentanza economica, sindacale e sociale. A tutti va il mio ringraziamento per il contributo che hanno portato alla realizzazione di misure che ritengo importanti per il nostro Paese. In particolare, il mio grazie va all'Alleanza contro la povertà, per lo stimolo e l'apporto determinante alla costruzione del Reddito di inclusione, prima misura nazionale - e presto universale - di lotta alla povertà e per l'inclusione sociale; al Forum del Terzo Settore, per il lavoro condiviso alla base dell'impegnativa riforma che riconosce, valorizza e sostiene l'impegno di chi sta a fianco delle persone in condizioni di maggiore difficoltà; ai sindacati, con i quali abbiamo sviluppato un dialogo che, in particolare sul fronte della previdenza, ci ha dato la possibilità di dare risposta alle esigenze delle persone più deboli nel segno dell'equità; alle organizzazioni imprenditoriali e professionali, per aver contribuito alla definizione delle misure inserite nel Jobs Act del lavoro autonomo e all'elaborazione di un'analisi condivisa dei cambiamenti prodotti nell'impresa e nel lavoro dalla digitalizzazione e dall'automazione dei processi produttivi.

Un ringraziamento va, inoltre, agli Enti vigilati dal Ministero: l'INAIL, che sta sviluppando un impegno crescente sul versante della ricerca e della prevenzione per raggiungere l'obiettivo di una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro, e l'INPS, che conferma il suo ruolo primario nella gestione del welfare pubblico ampliando le sue attività in coerenza con le novità introdotte dagli interventi realizzati in campo previdenziale e sociale.

E, ancora, alle Agenzie - ANPAL, INAPP e Ispettorato Nazionale del lavoro - che stanno via via rafforzando la propria attività e che sono frutto di un complesso progetto di riorganizzazione delle funzioni presidiate dal Ministero, con l'obiettivo di assicurare una migliore governance di fattori essenziali come le politiche attive, il monitoraggio dell'efficacia degli interventi, la vigilanza sul rispetto delle normative lavoristiche e previdenziali.

In conclusione, voglio esprimere l'auspicio che il nuovo Governo, nello sviluppare la propria attività, non voglia azzerare quanto è stato fatto in questi anni, ma parta dagli strumenti che già ci sono per rafforzarli e migliorarli. Personalmente credo sia l'approccio più giusto per raggiungere obiettivi utili al Paese".