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Giornata Mondiale contro la povertà: dichiarazione del Ministro Poletti

17 ottobre 2016

Giornata Mondiale contro la povertà: Poletti, per la prima volta in Italia un intervento organico di contrasto alla povertà; nel 2017 al via il reddito di inclusione.

 

In occasione della Giornata Mondiale 2016 contro la povertà, promossa dall'ONU, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"Le dimensioni del fenomeno della povertà nel nostro paese, riassunte nei dati contenuti nel rapporto Caritas sulla povertà diffuso oggi, confermano la necessità di un'azione incisiva per dare una risposta a questo problema. Un paese che vuole guardare al suo futuro deve, infatti, impegnarsi per favorire la coesione sociale, per assicurare a tutte le persone una vita dignitosa, contrastando le cause che determinano la loro condizione di difficoltà, a partire dal lavoro e dall'accesso all'istruzione.

Il Governo ha assunto questo impegno tra le sue priorità, raccogliendo le sollecitazioni espresse dall'Alleanza contro la Povertà, che ha svolto un lavoro importante su questo tema ed avuto il merito indiscutibile di metterlo al centro dell'attenzione della politica e delle istituzioni e di offrire un contributo essenziale alla definizione degli interventi che abbiamo predisposto ed inserito nel Piano nazionale di lotta alla povertà e all'esclusione sociale.

Si tratta del primo intervento organico, nella storia del nostro Paese, diretto a contrastare la povertà e l'esclusione sociale. Nel 2017 partirà il reddito di inclusione, che potrà contare sulle risorse di un Fondo specifico: 1 miliardo di euro l'anno, che il disegno di legge di bilancio appena approvato in Consiglio dei Ministri incrementa di ulteriori 500 milioni. Si tratta di una misura universale di contrasto alla povertà che prevede un sostegno economico condizionato all'attivazione di percorsi verso l'autonomia, sostenuti da servizi personalizzati e da una rete integrata di interventi individuati dai servizi sociali in rete con i servizi per l'impiego, i servizi sanitari, le scuole e con i soggetti del terzo settore e di tutta la comunità.

Ma l'impegno per dare un aiuto alle persone in condizioni di difficoltà è già stato avviato. Dal 2 settembre è infatti stato esteso a tutto il territorio nazionale il SIA, Sostegno per l'inclusione attiva, una 'misura ponte' di cui potranno beneficiare le famiglie in condizioni economiche disagiate con almeno un componente minore, oppure con un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza. I 750 milioni disponibili ci consentiranno di dare un aiuto a circa 200mila nuclei familiari, ovvero a quasi 1 milione di persone, metà delle quali minori. È importante sottolineare che, in linea con la 'filosofia' che ispira il Piano nazionale, il SIA prevede, accanto al sostegno monetario, un patto per l'inclusione attiva, che abbiamo finanziato con circa 500 milioni destinati al rafforzamento dei servizi territoriali: il nucleo familiare che lo richiede deve infatti aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni, in rete con gli altri servizi del territorio (centri per l'impiego, servizi sanitari, scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità.

Le povertà sono diverse e diversi sono gli strumenti per affrontarle. Per questo, insieme al Reddito di inclusione, stiamo attivando il piano per la lotta alla povertà educativa ed un impegno specifico per i più fragili tra i fragili, che prevede il finanziamento di interventi a sostegno delle persone senza dimora.

Questi sforzi non sono ancora sufficienti rispetto alla dimensione e alla drammaticità del problema, ma costituiscono una risposta importante e consentono di predisporre, su tutto il territorio nazionale, una grande rete in grado di utilizzare al meglio le risorse disponibili e di rappresentare un punto di riferimento permanente per tutte le persone in difficoltà".