Home / Temi e priorità / Terzo settore e responsabilità sociale delle imprese / Focus on / Cinque per mille / Le riforme del cinque per mille

Le riforme del cinque per mille

29 settembre 2020

Il nuovo DPCM del 23 luglio 2020

Il nuovo DPCM del 23 luglio 2020 disciplina le modalità e i termini per l'accesso al riparto del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche degli enti destinatari del contributo, nonché le modalità e i termini per la formazione, l'aggiornamento e la pubblicazione dell'elenco permanente degli enti iscritti e per la pubblicazione degli elenchi annuali degli enti ammessi, in attuazione dell'articolo 4 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 111.
Le disposizioni riguardanti la destinazione del cinque per mille agli Enti del Terzo Settore avranno efficacia dall'anno successivo a quello di operatività del Registro unico nazionale come previsto dall'art. 3, comma 2 del D. Lgs. n. 111/2017.


L'innalzamento dei tetti di spesa

Per la liquidazione della quota del 5 per mille, la legge 27 dicembre 2019, n. 160, all'articolo 1, comma 720, sostituendo il penultimo periodo dell'articolo 1, comma 154, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ha stabilito che è autorizzata la spesa di:

- 500 milioni di euro annui per ciascun anno nel periodo 2015-2019;

- 510 milioni di euro per l'anno 2020;

- 520 milioni di euro per l'anno 2021;

- 525 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022.


La riforma introdotta dal DPCM del 7 luglio 2016

Il DPCM del 7 luglio 2016, previsto dalla Legge di Stabilità 2015 (Legge del 23 dicembre 2014, n 190, articolo 1, comma 154), ha introdotto molte e importanti le novità al DPCM del 2010. Preliminarmente, va citata la stabilizzazione del finanziamento del contributo operata dalla Legge di Stabilità del 2015: il contributo è stato reso certo ogni anno e le sue risorse sono state aumentate a 500 milioni di euro l'anno (da 400).

Tra i punti cardine della riforma:

  • la semplificazione delle modalità di presentazione della domanda di iscrizione al 5 per mille con l'istituzione di un apposito elenco degli enti iscritti al beneficio, tenuto, aggiornato e pubblicato sul proprio sito (entro il 31 marzo di ogni anno) dall'Agenzia delle Entrate. Gli enti iscritti all'elenco, se permane il possesso dei requisiti per l'accesso al beneficio, non devono più presentare annualmente la domanda di iscrizione al riparto della quota del 5 per mille. L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito la circolare n. 5 del 31 marzo 2017 in tema di iscrizione al contributo, comunicazioni di errori o variazioni intervenute, con particolare riguardo alla variazione del legale rappresentante, la cui mancata comunicazione comporta la revoca dell'iscrizione. Gli enti non inseriti nell'elenco pubblicato entro il 31 marzo che intendono accedere al contributo, sono tenuti a presentare domanda d'iscrizione con le modalità pubblicate sul sito dell'Agenzia delle Entrate nella sezione di ciascun anno di beneficio del 5 per mille.

Si rammenta che l'inserimento nell'elenco vale ai fini della sola iscrizione dell'ente al riparto del cinque per mille, non anche quale ammissione al beneficio: l'Agenzia delle Entrate svolge infatti un'ordinaria attività di controllo ad esito della quale pubblica gli elenchi degli enti ammessi e degli esclusi dal contributo di ciascun anno;

  • la pubblicazione sul proprio sito, ad opera delle Amministrazioni erogatrici (il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero della Salute, ecc.) dell'elenco dei beneficiari, della data di erogazione e dell'importo del contributo corrisposto;
  • per ciò che attiene alla rendicontazione delle spese, la previsione sia di informazioni minime, comuni a tutte le Amministrazioni erogatrici, da utilizzare per la redazione del rendiconto, sia di modalità per la pubblicazione di tali rendiconti compilati dal beneficiario, al fine di assicurare massima trasparenza ed efficacia nell'utilizzo del cinque per mille.

Viene confermata la previsione per cui tutti gli enti percettori del contributo sono tenuti a compilare il rendiconto predisposto dall'Amministrazione erogatrice, ma solo coloro che hanno ricevuto importi pari o superiori a 20mila euro devono anche trasmettere tale rendiconto all'Amministrazione di riferimento. Ciascuna Amministrazione pubblica i rendiconti sul proprio sito web;

  • la precisazione delle modalità di recupero parziale o totale del contributo del cinque per mille non utilizzato o impiegato per finalità diverse da quelle perseguite istituzionalmente dal soggetto beneficiario.

 

L'originario DPCM del 23 aprile 2010

Il precedente DPCM individuava le categorie di soggetti ammissibili al beneficio previa iscrizione annuale agli elenchi tenuti dall'Agenzia delle Entrate, le modalità del riparto e della corresponsione, gli obblighi di rendicontazione da parte dei beneficiari e i modi e termini per il recupero delle somme nelle ipotesi previste.