Home / Temi e priorità / Ammortizzatori sociali / Focus on / Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) / CIGS Aree Crisi Industriale Complessa

CIGS Aree Crisi Industriale Complessa

La CIGS per le imprese operanti in un'area di crisi industriale complessa è un trattamento di integrazione salariale straordinaria previsto dall'art. 44, comma 11-bis, del Decreto legislativo n. 148/15, introdotto dal D.lgs. n. 185 del 24 settembre 2016, successivamente modificato dall'art. 3, comma 1 del Decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244.

Con la Circolare n. 30 del 14 ottobre 2016 sono state fornite le prime indicazioni e chiarimenti operativi.

Con la Circolare n. 35 del 15 novembre 2016, a parziale rettifica e integrazione della precedente circolare n. 30 del 14 ottobre 2016, sono state indicate ulteriori modalità applicative.

Con la Circolare n. 7 del 24 marzo 2017 sono stati forniti i chiarimenti e le indicazioni applicative per l'anno 2017.

Con la Circolare n. 13 del 27 giugno 2017 sono state fornite le indicazioni operative in merito alla prosecuzione del trattamento di mobilità in deroga, come previsto dall'art. 53-ter del Decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96.

A chi spetta
Spetta ai lavoratori e alle imprese, aventi i requisiti previsti dalla normativa in materia di integrazione salariale straordinaria, operanti in un'area di crisi industriale complessa riconosciuta alla data di entrata in vigore del D.lgs. n. 185/2016, ai sensi dell'art. 27 del Decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134.

Durata
Può essere concesso per la durata massima di 12 mesi.
La Legge 3 agosto 2017, n. 123, di conversione, con modificazioni, del Decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, (G.U. n. 188 del 12.08.2017) ha introdotto, al Capo I, l'articolo 3-ter che, modificando l'art. 4,  comma 11-bis, del D.Lgs. n. 148/15, prevede la concessione, alle imprese operanti in un area di crisi industriale complessa, di un ulteriore trattamento di integrazione salariale straordinaria sino al limite massimo di 12 mesi "per ciascun anno di riferimento".
Alla luce di questo intervento normativo, le imprese che nel 2016 abbiano beneficiato del trattamento di integrazione salariale straordinaria ai sensi dell'art. 44, comma 11-bis, del D.Lgs. n. 148/15, possono richiedere, anche per il 2017, la concessione del medesimo trattamento, sino ad un massimo di 12 mesi, a valere sulle risorse assegnate per questa annualità.

Onere di spesa
Il trattamento può essere autorizzato nel limite di spesa di 216 milioni di euro per l'anno 2016 e di 117 milioni di euro per il 2017.
Con il Decreto interministeriale n. 1 del 12 dicembre 2016, emanato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, le risorse, per il 2016, sono state proporzionalmente ripartite tra le Regioni interessate in base alle rispettive esigenze.
Con il Decreto Interministeriale n. 12  del 5 aprile 2017 sono state ripartite le risorse finanziarie anche per il 2017.

Criteri di autorizzazione

  1. Il trattamento può essere concesso alle imprese che, avendo già beneficiato a qualunque titolo di precedenti trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria conclusi nel 2016, nel caso di trattamenti con inizio nel 2016 , o conclusi nell'arco temporale 2016-2017, nel caso di trattamenti con inizio nel 2017, dichiarino di trovarsi nell'impossibilità di ricorrere ad un ulteriore trattamento di integrazione salariale straordinaria, sia in base alle disposizioni del D.lgs. n. 148/2015, sia in base alle disposizioni attuative dello stesso.
  2. È necessario che l'impresa presenti un piano di recupero occupazionale che preveda appositi percorsi di politiche attive del lavoro concordati con la Regione e finalizzati alla rioccupazione dei lavoratori.
  3. È previsto un accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la presenza del Ministero dello Sviluppo Economico e della Regione interessata.

Anno 2018
La Legge 27 dicembre 2017, n. 205, all'art.1, comma 139, ha stabilito che al fine del completamento dei piani di recupero occupazionale previsti, le restanti risorse finanziarie di cui all'art. 44, comma 11-bis, del D.lgs. 14 settembre 2015, n. 148, come ripartite tra le Regioni con i decreti del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze n. 1 del 12 dicembre 2016 e n. 12 del 5 aprile 2017, possono essere destinate, nell'anno 2018, dalle predette Regioni, alle medesime finalità del richiamato articolo 44, comma 11-bis, del D.lgs. 148/15, nonché a quelle dell'articolo 53-ter del Decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96.
La Legge 27 dicembre 2017, n. 205, inoltre, all' art. 1, commi 140 e 141, ha stabilito che alle imprese operanti in un'area di crisi industriale complessa riconosciuta, ai sensi dell'art. 27 del Decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134, nel periodo dall'8 ottobre 2016 al 30 novembre 2017, che cessano il programma di cui all'art. 21 del D.lgs. 148/2015, nel periodo dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2018, possa essere concesso un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria, fino al limite massimo di dodici mesi e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2018.
Il successivo comma 142, inoltre, ha previsto che alle medesime aree di crisi industriale complessa di cui sopra possa essere concesso un trattamento di mobilità in deroga, della durata massima di dodici mesi, in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2018, a favore dei lavoratori che cessano la mobilità ordinaria o in deroga nel semestre dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2018.
L'onere derivante dall'applicazione dei commi 140, 141 e 142 è pari a 34 milioni di euro, a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione.

Istanza

L'istanza, compilata secondo l'apposito modulo disponibile nella sezione modulistica, deve essere presentata alla Direzione Generale degli Ammortizzatori sociali e della formazione (mediante posta certificata all'indirizzo Dgammortizzatorisociali.div3@pec.lavoro.gov.it) entro un congruo termine.

 Allegati all'istanza:

1. Relazione tecnica contenente:

  • l'espressa dichiarazione di non poter accedere ad altro trattamento di CIGS con l'indicazione delle motivazioni;
  • le ragioni del ricorso al trattamento richiesto;
  • un dettagliato piano di recupero occupazionale specificando gli appositi percorsi di politiche attive concordati con la Regione finalizzati alla rioccupazione dei lavoratori.

2. Verbale di accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la presenza del Ministero dello Sviluppo Economico e della Regione interessata.

3. Verbale di accordo regionale

4. Elenco nominativo dei lavoratori