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Incentivi a carico del FSOF

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Incentivi all'occupazione dei disoccupati di lunga durata della Regione Campania

Ai sensi dell'art. 78, comma 2, lett. d), della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 che consente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di trasferire alle Regioni le risorse del Fondo Sociale per Occupazione e Formazione allo scopo di finanziare "misure aggiuntive di stabilizzazione e di politica attiva del lavoro e per il sostegno delle situazioni di maggiore difficoltà", il 28 novembre 2017 è stata stipulata tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli, una convenzione per l'attuazione di alcune attività del programma "Campania più", che prevede interventi di riqualificazione e manutenzione straordinaria delle arterie stradali a maggior rischio dei fenomeni di abbandono dei rifiuti.

La convenzione è stata adottata in esecuzione del Protocollo d'Intesa sottoscritto tra le stesse parti il 24 maggio 2017, con cui è stato destinato il cofinanziamento statale di 10milioni di euro ad incentivi alle imprese, aggiudicatarie delle suddette azioni, che assumono disoccupati di lunga durata della Regione Campania.


​​​​​​​​Intervento a favore dei lavoratori esposti all'amianto

Il nostro ordinamento ha previsto benefici contributivi e previdenziali a favore dei lavoratori esposti dall'amianto, ovvero per i coloro i quali abbiano contratto malattie professionali a causa dell'esposizione alla sostanza e per quelli esposti all'amianto ultradecennali.
​La legge riconosce il diritto alla rivalutazione del periodo contributivo e del trattamento pensionistico, nei confronti di tutti i lavoratori che inconsapevolmente sono stati esposti al rischio di contrarre gravi malattie professionali correlate all'utilizzo di amianto considerando che, tali patologie potrebbero manifestarsi anche ​a distanza di anni, nonostante l'esposizione sia cessata.​

Normativa di riferimento
Art. 7 ter, commi 14 e 14 bis del Decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla​ Legge 9 aprile 2009, n. 33​ (Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi)​.


​​​​Contributo ai lavoratori per la mobilità territoriale (Mob. Ter.)

I lavoratori in mobilità o sospesi in cassa integrazione guadagni straordinaria, che accettino un lavoro con sede distante più di 100 Km dal luogo di residenza, possono richiedere l'erogazione un contributo che agevoli il processo di mobilità territoriale finalizzato al reimpiego ed al mantenimento dell'occupazione:

  • una mensilità dell'indennità di mobilità, in caso di contratto a tempo determinato di durata superiore a 12 mesi;
  • tre mensilità dell'indennità di mobilità, in caso di contratto a tempo indeterminato o determinato di durata superiore a 18 mesi.

Nel caso del distacco in una sede di lavoro distante più di 100 Km dal luogo di residenza, al lavoratore interessato viene erogata:

  • una mensilità dell'indennità di mobilità in caso di distacco di durata superiore a 12 mesi;
  • tre mensilità dell'indennità di mobilità in caso di distacco di durata superiore a 18 mesi.

Normativa di riferimento

Art. 13, comma 2, lett. d) del Decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35​, convertito ​dalla Legge 14 maggio 2005, n. 80 (Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale).
Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 2 marzo 2006, Erogazione di un contributo ai lavoratori nelle ipotesi di processi di mobilità territoriale finalizzati, sia al mantenimento dell'occupazione presso il medesimo datore di lavoro, che alla creazione di nuova occupazione presso altre imprese
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Prepensionamento giornalisti

È prevista la possibilità, per i giornalisti professionisti iscritti all'INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani) e dipendenti da imprese in crisi, ammesse ai trattamenti di integrazione salariale straordinaria (solo nei casi di ristrutturazione o riorganizzazione), di accedere al prepensionamento se in possesso dei seguenti requisiti:

  • 58 anni di età;
  • anzianità contributiva di almeno 18 anni;
  • non essere già titolare di pensione diretta a carico di altro Ente previdenziale;

I giornalisti in possesso dei requisiti, entro 60 giorni dall'ammissione al trattamento di cassa integrazione straordinaria, hanno facoltà di optare per la liquidazione anticipata qualora rientrino nel numero dei casi previsti complessivamente dai decreti ministeriali e nei limiti delle risorse disponibili.
A partire dall'anno 2009, la normativa è stata modificata e l'onere dei prepensionamenti è stato posto a carico del bilancio dello Stato, e non più dell'INPGI. Nell'anno 2014 il legislatore ha rifinanziato l'istituto per sei anni, dal 2014 al 2019.

Normativa di riferimento
Ex art. 37, Legge 5 agosto 1981, n. 416 (Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l'editoria), art. 19, comma 18, sub comma quater del Decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 , convertito con modificazioni dalla Legge 28 gennaio 2009, n. 2 (Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale)

Art. 41-bis, comma 7 del Decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2009, n. 14.

Art. 1-bis, comma 1 del Decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 , convertito con modificazioni dalla Legge 11 agosto 2014, n. 114 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari).


Reimpiego over 50

Il "Programma sperimentale per il sostegno al reddito per il reimpiego", rivolto a 3mila lavoratori con 50 anni compiuti entro il 31 dicembre 2006, mette in campo delle misure specifiche finalizzate a favorirne l'occupabilità attraverso la partecipazione ad attività svolte dalle agenzie del lavoro e dagli altri operatori autorizzati o accreditati (progetti individuali di inserimento lavorativo, corsi di formazione o di riqualificazione adeguati alle competenze possedute).
Le imprese interessate, rientranti nel campo di applicazione della Legge ​​23 luglio 1991, n. 223, hanno sottoscritto specifici accordi con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e le organizzazioni più rappresentative dei lavoratori. Negli accordi sono indicate l​e modalità di partecipazione al programma, gli obiettivi da conseguire e i lavoratori che possono prenderne parte. Sono ammessi anche i lavoratori destinatari di trattamento speciale edile e quelli già collocati in mobilità. I lavoratori beneficiari sono tenuti ad accettare, pena la decadenza dal programma,  le attività lavorative, di formazione o di riqualificazione a condizione che si svolgano in un luogo che non disti più di 50 Km dalla propria  residenza o che siano raggiungibili in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici. Le nuove posizioni di lavoro eventualmente offerte ai lavoratori coinvolti nel programma, dovranno essere inquadrate in un livello retributivo non inferiore del 20% rispetto a quello delle mansioni di provenienza.

Normativa di riferimento
Art.1, commi da 1 a 10 del Decreto-legge 6 marzo 2006, n. 68, convertito con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2006, n.127 (Misure urgenti per il reimpiego di lavoratori ultracinquantenni e proroga dei contratti di solidarietà, nonché disposizioni finanziarie).

Decreto Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 19 giugno 2006.

Decreto direttoriale del 27 novembre 2011.


Contratti di riallineamento

Il contratto di riallineamento è un accordo tra organizzazioni sindacali, pubbliche amministrazioni e aziende che prevede programmi di graduale riallineamento dei trattamenti economici dei lavoratori ai livelli previsti nei corrispondenti contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL).
L'obiettivo è favorire l'emersione del lavoro nero e la regolarizzazione del sommerso, così da far fuoriuscire le aziende dalla condizione di "illegalità" dovuta a una totale o non completa applicazione delle regole contrattuali fondamentali previsti dai CCNL di riferimento. Il graduale riallineamento è incoraggiato da una serie di sgravi contributivi e dalla c.d. "fiscalizzazione degli oneri sociali", attraverso la previsione di "sanatorie" (condoni previdenziali, concordati fiscali) in modo da salvaguardare la continuità occupazionale negli ambiti di applicazione.
L'impresa, per sottoscrivere il programma, deve recepire l'accordo quadro di riallineamento retributivo a livello provinciale attraverso la sottoscrizione di un apposito verbale aziendale di recepimento.

Normativa di riferimento
Artt. 23 e 27 della Legge 24 giugno 1997, n. 196 (Norme in materia di promozione dell'occupazione).

Soci delle cooperative di lavoro
Sono previsti benefici e agevolazioni contributive per la categoria dei soci di cooperative,  attraverso l'applicazione delle disposizioni relative al Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto (TFR) e quelle relative al Fondo di garanzia dei crediti di lavoro, la previsione dell'assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria e l'erogazione dei trattamenti di disoccupazione in caso di perdita dello stato di socio.
Nel caso le cooperative di lavoro svolgano attività comprese nei settori produttivi rientranti nel campo di applicazione della disciplina relativa all'indennità di mobilità, è prevista la possibilità per i soci lavoratori di accedere alla mobilità e al trattamento speciale di disoccupazione edile.

Normativa di riferimento
Art. 24 della Legge 24 giugno 1997, n. 1960 (Norme in materia di promozione dell'occupazione).