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Città Riservatarie Legge 285

Vengono definite Città Riservatarie le 15 città più grandi o più "problematiche" in materia di infanzia e adolescenza a cui la  Legge 28 agosto 1997, n. 285 garantisce una quota riservata del Fondo nazionale infanzia adolescenza.

Il Tavolo di coordinamento tra il Ministero e le Città Riservatarie nasce con l'obiettivo di confrontarsi sull'ipotesi di rilancio della legge 285/97, considerando sia gli aspetti finanziari sia quelli relativi, in particolare alle politiche per l'infanzia e l'adolescenza, attraverso il rafforzamento e/o la revisione dello strumento della progettazione 285. 

Il lavoro comune si fonda sulla metodologia del "coordinamento aperto", implementata dall'Unione Europea nell'ambito della strategia di Lisbona e fondata essenzialmente su:

  • identificazione e definizione congiunta di obiettivi da raggiungere;
  • elaborazione congiunta di strumenti di misura (statistiche, indicatori, linee guida); 
  • benchmarking, vale a dire l'analisi comparativa dei risultati delle politiche e lo scambio di pratiche ottimali.

Il Tavolo 285,  attraverso un processo finalizzato a garantire la connessione e la rete tra i territori coinvolti e la convergenza su progettualità sperimentali, portatrici di innovazione e riqualificazione delle metodologie di presa in carico dei servizi e dell'affinamento degli strumenti per il monitoraggio e la valutazione, si orienta nella direzione di rispondere non solo alle difficoltà causate dalla contingente crisi, ma anche di tentare di arginare le difficoltà legate alle persistenti differenze e complessità organizzative e gestionali, riscontrabili nei diversi territori presenti.

L'attività del tavolo è caratterizzata da un percorso di programmazione condivisa degli interventi e di risposta agli effetti della riduzione delle risorse, attraverso un'azione congiunta della rete delle Città Riservatarie capace di ottimizzare gli sforzi, per il raggiungimento di obiettivi condivisi quali il sostegno alla genitorialità vulnerabile (Progetto P.I.P.P.I.) e l'inclusione di bambini e famiglie Rom Sinti e Caminanti.

Si vanno rafforzando e affinando inoltre, attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc, che vede l'adesione su base volontaria di 5 referenti di città, quegli strumenti che permettono di leggere e misurare il cambiamento della condizione sociale di bambini e adolescenti, attraverso la definizione di indicatori sulla qualità della loro vita nelle 15 Città Riservatarie.

Tale operazione ha l'obiettivo di contribuire a rendere evidente il tema del benessere dei bambini, grazie alla possibilità di costruire indicatori sintetici finalizzati a leggere e misurare il cambiamento, fornendo dati leggibili che accompagnino e favoriscano l'assunzione consapevole delle scelte nelle politiche pubbliche a favore di bambini e famiglie. Ciò nella coscienza, partendo dal dibattito internazionale sul "superamento del Pil" che promuove l'idea che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non possono essere esclusivamente di carattere economico, ma devono necessariamente tenere in considerazione anche le dimensioni sociali e ambientali in un'ottica di benessere equo e sostenibile, che tale processo è necessario per evidenziare diseguaglianze e tendenze evolutive capaci di influenzare i modelli di sviluppo futuri.

 

L'Ufficio che se ne occupa

Direzione Generale per l'inclusione e le politiche sociali

Divisione III - ISEE e prestazioni sociali agevolate. Politiche per l'infanzia e l'adolescenza