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Sistema di prevenzione

Le disposizioni sulla salute e sicurezza negli ambienti di lavoro pubblici e privati contenute nel Decreto Legislativo 9 Aprile 2008, n. 81 (cd. Testo Unico), come modificato ed integrato dal Decreto Legislativo 3 Agosto 2009, n. 106, dal cd. Decreto del fare (D.L. n. 69/2013 convertito in L. n. 98/2014) e di recente dal Decreto Legislativo 14 Settembre 2015, n. 151 (nell'ambito del percorso di riforma affidato al cd. Jobs Act) confermano come l'Italia sia nel novero delle Nazioni in possesso di una legislazione completa e moderna in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, del tutto coerente e al passo con i livelli di tutela individuati dalle Convenzioni dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro e ovviamente dalle Direttive dell'Unione Europea in materia; tutte puntualmente recepite dall'Italia nel corso degli anni ed anzi al centro di un programma di razionalizzazione e semplificazione che proprio l'Italia, in occasione del semestre di Presidenza europea, ha voluto implementare.

La strategia di prevenzione promossa dal Ministero privilegia, nell'aggiornato contesto normativo, non più un approccio sanzionatorio e repressivo, ma l'adozione di misure condivise tra Amministrazioni e parti sociali, volte a promuovere la prevenzione e la sicurezza sul lavoro attraverso la formazione e l'informazione, la qualificazione delle imprese e la semplificazione degli adempimenti burocratici. L'efficacia del sistema di prevenzione, infatti, passa inevitabilmente per una effettiva collaborazione tra lavoratori e aziende, in un contesto con competenze precisamente definite delle Amministrazioni pubbliche.

Perché tale "sistema" funzioni è fondamentale che lavoratori e datori di lavoro siano a conoscenza e rispettino i loro diritti e doveri in un ciclo continuo:

  • i lavoratori devono essere a conoscenza di avere il diritto irrinunciabile ad un luogo di lavoro rispettoso delle norme, ma anche il dovere di partecipare attivamente alla formazione, di utilizzare i dispositivi di sicurezza e di seguire tutte le norme dettate dal datore di lavoro. Il lavoratore ha poi il dovere di segnalare al datore di lavoro, specie tramite il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), eventuali carenze del sistema o miglioramenti ad esso apportabili.
  • Il datore di lavoro ha il dovere di considerare la salute e la sicurezza del lavoratore, di valutare il rischio e prevenirlo con soggetti e strutture di supporto come il Medico competente e il Servizio di Prevenzione e Protezione. Deve, a seguito della valutazione dei rischi da lavoro, attuare le misure di prevenzione degli infortuni previste dalla Legge, senza eccezioni o ritardi.

Dal canto loro le Amministrazioni sono chiamate a supportare i lavoratori e i datori di lavoro a prevenire gli infortuni sul lavoro. In tale contesto si inscrivono le campagne di controlli in settori specifici con alta incidenza di infortuni gravi o mortali nonché il finanziamento di attività promozionali quali campagne di comunicazione, attività formative su base regionale e iniziative volte ad innalzare i livelli di tutela negli ambienti di lavoro beneficiari degli interventi.

Di recente è stato massimamente razionalizzato il coordinamento degli interventi ispettivi su tutto il territorio nazionale con la creazione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 149).

Tra le attività in corso si segnalano:

  • l'istituzione di un Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP) che consenta alle pubbliche amministrazioni la condivisione di informazioni in materia di prevenzione degli infortuni e vigilanza sulle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • la valorizzazione di accordi aziendali, territoriali e nazionali nonché dei codici di condotta etici e delle buone prassi in materia;
  • la costruzione di un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi in settori a particolare rischio infortunistico.