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Dichiarazione delle Consigliere Nazionali di Parità in merito al caso della dipendente discriminata e vessata dopo la seconda maternità

9 ottobre 2019

"Per l'ennesima volta ci si trova di fronte ad una situazione, quella della maternità, in cui la donna subisce una discriminazione nonostante la tutela legale piena di tale stato.

Le Consigliere di Parità sono pubblici ufficiali investiti dell'applicazione della normativa antidiscriminatoria. Nonostante ciò, ci troviamo di nuovo a constatare come ancora oggi la situazione di maternità rappresenti uno dei motivi più frequenti nel generare un atteggiamento discriminatorio verso la lavoratrice ed una pertinace disattenzione verso le norme vigenti in materia.

Le Consigliere di Parità raccolgono attraverso la loro attività queste dolorose testimonianze, che vengono poi riportate nei report annuali, da cui emerge l'enorme difficoltà proprio nel denunciare da parte delle lavoratrici il trattamento discriminatorio subito.

Molti casi di lavoratrici che si sono rivolte alle consigliere di parità sono stati risolti positivamente sia in via stragiudiziale sia in via giudiziale.

Il caso attuale rappresenta quindi l'ennesima testimonianza di come attorno alla maternità persista un atteggiamento intimidatorio e ostile che spinge molte lavoratrici a non denunciare.

Il ripetersi di tali situazioni fa riflettere sulla necessità di operare in direzione di una sensibilizzazione e abbattimento degli stereotipi sulla maternità rivolti in particolare ai datori di lavoro ed un invito alle lavoratrici a rivolgersi alle Consigliere di Parità presenti nei loro territori".


Francesca Bagni Cipriani, Consigliera Nazionale di Parità effettiva
Serenella Molendini, Consigliera Nazionale di Parità supplente