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Lettera delle Consigliere di Parità sul Festival di Sanremo

22 gennaio 2020

In qualità di Consigliere Nazionali di Parità, la cui mission (D.lgs. 198/2006) è quella di prevenire e contrastare le discriminazioni e le violenze sui luoghi di lavoro, riteniamo che la direzione artistica del Festival di Sanremo non sia adeguata a dare un'immagine della Donna e della Società in linea con quei valori insiti nella nostra Costituzione, nelle Convenzioni europee e nello stesso Contratto televisivo pubblico che impone di "superare gli stereotipi di genere, al fine di promuovere la parità e di rispettare l'immagine e la dignità della donna anche secondo il principio di non discriminazione".

Facciamo riferimento, in particolare:

1. Alle parole utilizzate nella Conferenza stampa di presentazione del Festival in cui il direttore artistico Amadeus, alla presenza delle 10 Donne che co-condurranno il Festival con lui, dichiara ripetutamente che sono "tutte bellissime" ed in particolare per una di loro, "scelta per la sua capacità di stare vicino ad un grande uomo stando un passo indietro". 

Pur ribadendo che non siamo contro la bellezza, ma possono essere questi i criteri di selezione in un momento in cui le donne, con grande fatica, ma altrettanta determinazione, sono presenti in tutti gli ambiti lavorativi?

Le Consigliere di Parità, che quotidianamente accolgono e difendono donne discriminate nei loro Uffici presenti su tutto il territorio nazionale, sono convinte che altri messaggi debbano partire dalla TV pubblica, salvaguardando sempre la dignità della Donna, affinché non sia mortificata attraverso umiliazioni di genere.

2. Alla scelta di far partecipare a Sanremo Junior Cally, un rapper che ha nel suo repertorio canzoni (e videoclip) vergognosi e di istigazione al femminicidio come "Strega" contenenti frasi come queste:

«Questa non sa cosa dice. Porca tro*a, quanto ca**o chiacchera? L'ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C'ho rivestito la maschera».

Sappiamo bene che lui porterà al Festival un'altra canzone, ma il punto è che daremo "visibilità" ad un personaggio che ha scritto e portato sulla rete videoclip inneggianti allo stupro e, se noi abbiamo gli strumenti per valutare, non sempre i nostri ragazzi hanno questi strumenti.

Riteniamo, pertanto, che la RAI abbia il dovere di svolgere un ruolo educativo importantissimo nel contrastare la violenza contro le donne.

Si chiede, pertanto, alla Commissione di Vigilanza della Camera e al Presidente della RAI di prendere gli opportuni provvedimenti affinché il Festival di Sanremo recuperi la sua funzione di servizio pubblico.


Francesca Bagni Cipriani, Consigliera Nazionale di Parità effettiva

Serenella Molendini, Consigliera Nazionale di Parità supplente