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Catalfo: ora, in Europa, un sistema comune di reddito minimo garantito per combattere la povertà e l’esclusione sociale

8 maggio 2020

"Attenzione particolare ai gruppi di persone più vulnerabili, con un'iniziativa di solidarietà che generalizzi e sostenga i sistemi di reddito minimo, decente e adeguato in tutti gli Stati membri".
Questo il messaggio lanciato oggi dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, sulle colonne del "Corriere della Sera", sottoscritto assieme agli iberici Pablo Iglesias Turrión, Vicepremier spagnolo per i Diritti Sociali e l'Agenda 2030, e Ana Mendes Godinho, Ministro del Lavoro, della Solidarietà e delle Sicurezza Sociale in Portogallo.

A partire dall'analisi del drammatico e inedito scenario che l'Europa sta fronteggiando, a causa della pandemia da COVID-19, i tre firmatari hanno richiamato i Governi all'adozione di "misure di solidarietà ambiziose e coraggiose per evitare il rischio indigenza ed esclusione sociale".

Con particolare sensibilità, hanno inoltre auspicato che l'Unione Europea agisca "con spirito di solidarietà" e dia una risposta coordinata al persistere di povertà e disoccupazione nel Vecchio Continente, per "evitare una nuova crisi economica e sociale come quella vissuta dopo lo shock finanziario del 2008".

Ad avviso di Catalfo, Iglesias Turrión e Mendes Godinho, l'azione dovrà necessariamente essere ispirata dai principi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, mai attuale come in questo momento, e dovrà generare "un sistema comune di reddito minimo garantito che permetta di combattere la povertà e l'esclusione sociale in una prospettiva ambiziosa ed integrata".

Qui di seguito, il testo completo dell'intervento pubblicato sul "Corriere della Sera".

 

In questi giorni, l'Europa sta fronteggiando la più grande sfida della sua storia dalla Seconda Guerra Mondiale: lottare contro la pandemia Covid-19 cercando di salvare quante più vite possibile.

Intanto, le nostre società stanno già soffrendo le conseguenze sociali ed economiche della pandemia, con milioni di persone in tutta Europa che temono la perdita del lavoro ed il deterioramento delle loro condizioni di vita. Le persone più vulnerabili sono quelle che soffriranno di più per la crisi, ed i governi devono adottare misure di solidarietà ambiziose e coraggiose per evitare il rischio indigenza ed esclusione sociale. L'Europa in questo momento si ritrova con più di 113 milioni di persone che corrono quel rischio e 25 milioni di bambini e ragazzi che già vivono sotto la soglia di povertà. Dobbiamo adottare misure urgenti per evitare che questo numero cresca ulteriormente, ed anzi si riduca.

Il persistere di povertà e disoccupazione in Europa, ed il loro prevedibile incremento a causa dell'epidemia Covid-19, richiede soluzioni globali ed integrate, al di là di quadri di riferimento meramente nazionali. L'Unione Europea deve muoversi con spirito di solidarietà ed è necessaria una risposta coordinata, per evitare una nuova crisi economica e sociale come quella vissuta dopo lo shock finanziario del 2008.

Questo è il momento per l'Unione Europea di guardare al futuro e compiere passi avanti nella definizione di un Piano d'Azione per la realizzazione dei principi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, lanciando una sorta di "scudo sociale europeo". Le iniziative alle quali l'Unione Europea sta al momento meritoriamente lavorando sono elementi essenziali per uscire dalla crisi senza lasciare nessuno indietro, ma c'è bisogno anche d'altro. Dobbiamo assicurare che ciascuno possa soddisfare i suoi bisogni di base. Per questo è necessario un sistema comune di reddito minimo garantito che permetta di combattere la povertà e l'esclusione sociale in una prospettiva ambiziosa ed integrata.

Il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali approvato congiuntamente dal Parlamento Europeo, dal Consiglio e dalla Commissione nel 2017, in occasione del "Summit sociale per il lavoro e la crescita giusti" tenuto a Göteborg, recita al suo articolo 14 che "chiunque manchi di risorse sufficienti ha il diritto ad un adeguato reddito minimo che gli assicuri una vita dignitosa in ogni fase della vita, e ad un effettivo accesso a beni e servizi di base. Per coloro che sono in grado di lavorare, il reddito minimo dovrebbe essere accompagnato da misure per l'inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro".

Noi crediamo che l'Unione Europea necessiti di uno schema comune di reddito minimo non tanto riferito al livello di sussistenza o agli indici di povertà relativa in Europa, quanto piuttosto di uno strumento legalmente vincolante per tutti gli Stati membri che crei una cornice di riferimento per l'introduzione di un reddito minimo adeguato e diverso a seconda dei livelli e degli stili di vita di ciascun paese.

Noi sosteniamo un approccio alla gestione della crisi che, come detto, non lasci nessuno indietro, e che dedichi un'attenzione particolare ai gruppi di persone più vulnerabili. Pertanto, sosteniamo il lancio di un'iniziativa di solidarietà che generalizzi e sostenga i sistemi di reddito minimo, decente e adeguato in tutti gli Stati membri.

 

Nunzia Catalfo
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali - Italia

Pablo Iglesias Turrión
Secondo Vicepresidente per i Diritti Sociali e l'Agenda 2030 - Spagna

Ana Mendes Godinho
Ministro del Lavoro, della Solidarietà e delle Sicurezza Sociale - Portogallo