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Dichiarazione delle Consigliere di Parità in merito al caso Manduca

28 febbraio 2020

Solo pochi giorni fa, in RAI, la fiction "I nostri figli", che racconta il femminicidio di Marianna Manduca, la trentaduenne di Palagonia uccisa dal marito 11 anni fa, dopo 12 denunce inascoltate, ci ha reso plasticamente l'idea che questa vicenda è, per tutto il Paese, una vicenda simbolo della violenza contro le donne (spesso vittime inascoltate), ma soprattutto simbolo di quelle storture e paradossi della giustizia che spesso è inefficace nel difendere le vittime di violenza maschile.

Tutte noi continuiamo a chiederci come sia stato possibile (e lo sia ancora oggi, in alcuni casi) affidare i figli a un padre tossicodipendente e violento.

E se già, nel 2017, assistere a uno Stato (tramite la sua Avvocatura) che faceva appello alla sentenza di primo grado che risarciva i tre orfani di femminicidio, perché la Legge sullo stalking è stata successiva (ma, comunque, c'era il Codice Penale), è stato davvero una grande ferita per le donne, resta ancor di più incomprensibile la sentenza d'Appello che definisce "inevitabile" il delitto di Marianna nonostante le 12 denunce.

La difesa della famiglia di Marianna ha impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello e oggi, nell'udienza davanti alla terza Sezione Civile, il PG ha chiesto il rigetto del ricorso.

Nel suo intervento davanti ai supremi giudici l'Avvocata ha citato una sentenza delle Sezioni Unite relativo a un provvedimento delle sezioni disciplinari del CSM dove si richiamava la necessità di «riempire il dovere di diligenza, tramite il quale il magistrato è tenuto ad adempiere all'attività funzionale, di un contenuto non solo formalistico o burocratico» ma «coerente con l'esigenza di tutela effettiva dei beni/interessi.

Per questo motivo, come Consigliere Nazionali di Parità sosteniamo convintamente l'appello della nostra Sottosegretaria al Ministero del Lavoro, già Presidente della Commissione d'inchiesta del Senato sul femminicidio, affinché il Presidente della Repubblica ascolti la voce dei tre figli di Marianna Manduca e dei loro genitori adottivi.

È un messaggio importante per tutte le donne che vogliono denunciare sapere che c'è uno Stato che le protegge e una giustizia giusta che tutela davvero gli interessi dei minori e delle donne!

 

Francesca Bagni Cipriani, Consigliera Nazionale di Parità effettiva

Serenella Molendini, Consigliera Nazionale di Parità supplente