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Interventi per l’inclusione nelle aree urbane a maggiore vulnerabilità sociale

5 agosto 2019

La Direzione Generale dell'Immigrazione e delle politiche di integrazione ha pubblicato una richiesta di manifestazione di interesse per la presentazione di progetti dedicati all'inclusione dei cittadini di Paesi terzi nelle aree urbane a maggiore vulnerabilità sociale, da finanziare con il Fondo Nazionale per le Politiche Migratorie 2019. Si tratta di un'azione pilota, rivolta direttamente ai territori e basata sull'analisi dei bisogni espressi dagli Enti locali.

Come si ricorda nella nota di invito alla manifestazione di interesse, l'Italia si caratterizza per un'ampia disparità territoriale in merito a infrastrutture, accesso ai servizi e mercato del lavoro. La percentuale di persone a rischio di povertà e di esclusione sociale, così come la disparità di reddito sono fra le più elevate dell'Unione europea. Anche all'interno delle stesse città coesistono territori diversi, con diversi gradi di complessità. Alcune aree urbane meritano un'attenzione particolare in termini di programmazione di interventi pubblici. Sono quelle a maggiore vulnerabilità sociale, in cui convivono gli strati sociali potenzialmente più deboli, caratterizzate spesso anche da un'elevata presenza di cittadini migranti. 

Le Città metropolitane, le Città capoluogo di Regione e le Città capoluogo di provincia prime per incidenza di cittadini stranieri residenti vengono quindi invitate a formulare entro il 16 settembre p.v., idee progettuali finalizzate a favorire l'inclusione dei cittadini di Paesi terzi a rischio di marginalizzazione nelle aree urbane. Le tipologie di azioni ammissibili sono esemplificate nella nota e riguardano l'inclusione socio-lavorativa dei cittadini di Paesi terzi residenti in aree ad alta vulnerabilità sociale, la creazione e/o il consolidamento di azioni di governance multilivello territoriale, l'inclusione delle nuove generazioni e dei minori che arrivano in Italia per ricongiungimento, l'inclusione socio-lavorativa delle donne migranti e interventi di contrasto al disagio abitativo. Le proposte potranno anche valorizzare iniziative e strumenti già in essere nei territori.