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#iolavorosmart: in dieci giorni, 135mila visualizzazioni e oltre 4.300 interazioni per la campagna lanciata dai Ministeri del Lavoro e della Pubblica Amministrazione

6 aprile 2020

Oltre 135mila visualizzazionipiù di 4.300 interazioni totali. Sono i numeri in costante crescita che dimostrano l'interesse che ha suscitato la campagna #iolavorosmart, lanciata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con il Ministero per la Pubblica Amministrazione. Dal 27 marzo scorso, l'attenzione ricevuta da #iolavorosmart è stata subito elevata e il suo hashtag è entrato a pieno titolo tra i trend topics, i temi più discussi sui Social.

In un periodo di forzata chiusura verso il mondo esterno, tantissimi quelli che hanno mostrato il proprio ufficio "homemade". Chi ha scritto ha messo da parte timidezza, riservatezza, pregiudizi di ogni tipo e ha "postato" e reso pubbliche esperienza e filosofia di smart working. Del resto, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, aveva detto: "In un momento di grande difficoltà vogliamo raccontare come si riorganizzano le aziende, gli enti pubblici e soprattutto come vivono questo nuovo status i lavoratori". E il suo invito è stato raccolto con entusiasmo.

Imprese pubbliche e private, uffici, università, liberi professionisti e impiegati hanno scritto commenti, riflessioni e speranze. E inviato immagini: tante fotografie di fianco ai pc, panorami dietro scrivanie improvvisate sui balconi, gattini a tenere compagnia a chi lavora e a fare capolino dietro un monitor, bambini che studiano di fianco ai genitori che lavorano, ambienti domestici riadattati per le esigenze del momento. Perché lo smart working o lavoro agile, a ben vedere, è anche un momento di condivisione familiare che in tanti stanno riscoprendo. Da chi cerca un raggio di sole e ha sistemato il pc sul parquet, per lavorare vicino a una finestra che schiude una veduta mozzafiato, a chi ricrea in sala da pranzo l'atmosfera della stanza in ufficio, scegliendone con cura gli stessi colori.

Marito e moglie che lavorano fianco a fianco, genitori che ringraziano i figli per avergli ceduto la cameretta, professionisti che coordinano collaboratori sul territorio. Chi chiede "ma quanto siamo belli?" a tutti i virtuali colleghi di smart working, chi più semplicemente scrive "sono fortunata, lavoro!".
Università di Sassari, Formez, Olivetti, Inps, Unioncamere, Generali Italia, Anima Confindustria, SOSE Spa, Promelit Communication Systems, sono soltanto alcuni degli enti e aziende partecipanti a #iolavorosmart e la platea si ampia giorno dopo giorno.
E poi, le istituzioni culturali: i Musei di Imola che sono chiusi ma lavorano per le prossime iniziative. O il Parco del Colosseo che, tweet dopo tweet, "continua a portare mostre, contenuti e approfondimenti sugli schermi dei visitatori (per ora) virtuali".

Storie private che sono e stanno diventando pubbliche. Una svolta inattesa, sia pure imposta dagli eventi, che racconta un'Italia diversa, più flessibile, aperta al cambiamento, più digitale. Ed è probabilmente questo mutamento nella cultura del lavoro uno dei valori che resterà in noi, una volta superata l'emergenza. Perché, lo ha ricordato il Ministro Catalfo, "lo smart working è una freccia nel nostro arco che dobbiamo scoccare con forza e decisione per non far fermare l'Italia".

La campagna social #iolavorosmart continua, per raccogliere altre immagini e storie di chi lavora in modo diverso ma con entusiasmo e dedizione.​