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Povertà estrema: integrare i fondi europei per rafforzare e armonizzare gli interventi

30 novembre 2016

Proseguono a Bruxelles gli incontri del network FEAD, che riunisce gli attori coinvolti nell'attuazione dei Programmi Operativi relativi al Fondo di aiuti europei agli indigenti. L'incontro del 7 novembre si è focalizzato, in particolare, sulle sinergie tra il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) nella programmazione 2014-2020.

È stata l'occasione per condividere a livello europeo l'approccio innovativo messo in campo dall'Italia con l'Avviso n. 4/2016, che finanzia proposte di intervento per il contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione di senza dimora integrando, in modo complementare e sinergico, le opportunità offerte dal PON Inclusione con quelle offerte dal Programma Operativo 1 FEAD.

L'esperienza italiana rappresenta forse, ad oggi, l'unica buona pratica europea che, guidata dall'impostazione integrata della strategia di inclusione dei senza dimora già indicata in fase di costruzione della programmazione comunitaria (come emerge dall'Accordo di partenariato) consente di finanziarie, con lo stesso Avviso, un solo progetto in cui sono ben distinte le tipologie di azioni finanziabili dal PON inclusione (FSE) e dal Programma Operativo FEAD.
Con l'Avviso, infatti, il Ministero del lavoro risponde sia ai fabbisogni di rafforzamento dei servizi territoriali per la presa in carico dei senza dimora (finanziabili con il FSE), che di acquisto di beni materiali (finanziabili con il FEAD) da utilizzare ad esempio nell'erogazione di servizi a bassa soglia, consentendo alle due azioni di strutturarsi e completarsi a vicenda.

I progetti dovranno prendere a riferimento le "Linee guida per il contrasto alla grave emarginazione adulta", condivise dai diversi livelli di governo in Conferenza unificata. Le linee di indirizzo promuovono il superamento di approcci di tipo emergenziale, che consistono nel dispiegamento straordinario di risorse temporanee per la soddisfazione di bisogni primari, in favore di approcci maggiormente strutturati, volti al perseguimento del maggior grado di inclusione sociale possibile per ciascuna persona in stato di bisogno. In quest'ultima tipologia rientra il cosiddetto approccio housing first, che assume il rapido re-inserimento in un'abitazione come punto di partenza affinché le persone senza dimora possano avviare un percorso di inclusione sociale, supportato dai servizi.
Anche i servizi e gli interventi di bassa soglia o di riduzione del danno possono essere concepiti in una logica non emergenziale. Essi possono essere concepiti all'interno di un sistema integrato per fornire servizi di pronta e prima accoglienza svolti in strada o in strutture di facile accessibilità, in una dimensione di prossimità rispetto alla persona bisognosa.

Alla presentazione è seguito un breve dibattito tra i partners da cui è emerso l'apprezzamento per il percorso avviato dal Governo italiano che per la prima volta, raccogliendo quanto raccomandato alle Autorità di Gestione dai regolamenti comunitari in materia di coordinamento tra fondi, ha utilizzato in modo sinergico il FSE e il FEAD per costruire una strategia di medio lungo termine per l'inclusione delle persone senza dimora e in condizione marginalità estrema.

Ricordiamo che il network interagisce anche virtualmente con i partners e con gli stakeholders per condividere strumenti e risorse utili nella gestione del Programma FEAD. Attraverso la comunità virtuale, il network sta infatti costruendo un patrimonio di conoscenze e buone pratiche utili a migliorare e rendere più efficaci le attività legate al Programma Operativo.

 

Per saperne di più:
- vai al Focus on dedicato al FEAD
- visita la pagina della Commissione europea dedicata al network FEAD