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Catalfo: si chiude un anno delicato, il Ministero del Lavoro in prima linea per assicurare protezione sociale

31 dicembre 2020

Si chiude un anno molto delicato per il Paese. Un anno nel quale il Ministero del Lavoro è stato in prima linea per assicurare alle aziende e ai lavoratori la massima protezione possibile dagli effetti della pandemia da Covid-19.

Per noi, e per l'intero Governo, la tutela della salute dei cittadini è sempre stata al primo posto. Per questo, uno dei primi interventi è stato il protocollo condiviso per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. Ciò ha consentito alle nostre attività economiche di affrontare la fase più acuta dell'emergenza nel pieno rispetto del diritto alla salute.

Al contempo, siamo intervenuti con misure straordinarie per arginare l'impatto economico del virus. Parlo soprattutto della cassa integrazione estesa a tutte le aziende, che siamo pronti a prorogare ulteriormente se fosse necessario. Ma anche del blocco dei licenziamenti, del Reddito di emergenza e delle indennità per i lavoratori che altrimenti sarebbero rimasti privi di reddito.

Il Paese ha sofferto. Gli effetti socioeconomici del coronavirus sono stati e sono tutt'ora importanti. Ma grazie a queste misure l'Italia è riuscita a contenerli e a non subirli.

Adesso, con l'inizio della campagna vaccinale, possiamo e dobbiamo ripartire.

Le risorse europee, insieme a quelle stanziate con la legge di Bilancio, ci danno l'opportunità di accompagnare il Paese fuori dalla crisi e di scrivere un nuovo futuro.

Sentiamo forte il peso della responsabilità.

Una responsabilità che abbiamo prima di tutto verso le prossime generazioni, alle quali dobbiamo consegnare un'Italia in cui il lavoro sia più paritario, più equo e meno precario.

Un primo passo lo abbiamo compiuto in Manovra inserendo, ad esempio, una decontribuzione al 100% per le assunzioni di giovani e donne disoccupate.

Ma la sfida più importante che abbiamo di fronte è quella dell'occupazione. Per vincerla, occorre agire su due fronti.

Da un lato, dobbiamo creare nuove opportunità di lavoro investendo bene le risorse che abbiamo a disposizione.

Penso, in particolare, ai settori del digitale e a quello dell'economia ecosostenibile.

Dall'altro, è necessario accompagnare la crescita con un piano straordinario di politiche attive che assicuri ai lavoratori le competenze necessarie per poter cogliere appieno queste opportunità.

È il principio che sta alla base del Piano nazionale per le nuove competenze, che ho inserito tra le proposte da finanziare con il Recovery Plan.

Il primo tassello di questo piano è il Fondo Nuove Competenze, uno strumento che ho creato per permettere alle aziende di riqualificare i propri dipendenti con l'aiuto dello Stato.

A poco più di un mese dal suo avvio, sono già oltre 48mila i lavoratori coinvolti che, a parità di salario e senza alcun onere per le imprese, svolgeranno 4 milioni e mezzo di ore di formazione.

Con il nuovo anno, inoltre, entreremo nel vivo della riforma delle politiche attive. E sono due i progetti sui quali intendo puntare.

Il primo è la Garanzia per l'occupabilità dei lavoratori. Si tratta di uno strumento che inserisce i cittadini disoccupati e i percettori di sostegni al reddito in percorsi di politiche attive costruiti sulle loro specifiche necessità, aumentandone le possibilità di occupazione.

Il secondo progetto è la riforma degli ammortizzatori sociali su cui, da metà gennaio, mi confronterò con le parti sociali, con l'obiettivo di arrivare velocemente alla sua approvazione.

Occorre ridisegnare il sistema degli ammortizzatori che, pur rivestendo un ruolo essenziale, durante l'emergenza ha mostrato tutte le sue fragilità.

È necessario rendere questo sistema universale, semplificato e "attivo".

Universale, cioè accessibile a tutte le aziende e a tutti i lavoratori, compresi gli autonomi e i professionisti.

Semplificato, attraverso una riduzione della burocrazia e lo snellimento delle procedure di accesso.

"Attivo", cioè collegato alla formazione e all'acquisizione di nuove competenze.

Le sfide del 2021, per il lavoro e non solo, vanno affrontate tutti insieme: Governo e Parlamento, sindacati e imprese, terzo settore, società civile. Unendo le forze questo Paese riuscirà a superare anche questa difficile prova.

Buon anno a tutti.


Guarda il videomessaggio del Ministro Catalfo