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Il ministro Orlando ha partecipato all’Union for the Mediterranean Ministerial Policy Conference

19 maggio 2022

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando ha preso parte a Marrakesh alla V “Conferenza ministeriale sull’occupazione e il lavoro dell’Unione per il Mediterraneo”.

Fitta l’agenda dei lavori e degli incontri, a partire dalla bilaterale con il ministro dell’Inclusione Economica, delle Piccole Imprese e del Lavoro del Regno del Marocco, Younnes Sekkouri, al quale Orlando ha ribadito l’impegno per la collaborazione con l'Italia e il dialogo nel Mediterraneo. “I nostri territori e le nostre imprese - ha dichiarato il ministro italiano - ci stimolano ad andare oltre e costruire anche progetti di formazione promossi dalle stesse aziende italiane in loco in linea con le esigenze del nostro mercato del lavoro nel turismo, nell’agricoltura, nell’industria e nei servizi”.

I lavori della Conferenza ministeriale si sono aperti con un focus sulle persone più vulnerabili, in particolare giovani e donne. L’Unione per il Mediterraneo riunisce tutti gli Stati Membri dell'UE e 15 Paesi del Mediterraneo meridionale e orientale, con lo scopo di rafforzare la cooperazione regionale, il dialogo e l'attuazione di progetti e iniziative al fine di affrontare tre obiettivi strategici:

  • stabilità;
  • sviluppo umano;
  • integrazione.

Il ministro Orlando è intervenuto nella sessione "A Green and digital Recovery" e al lancio della Team Europe Initiative “Jobs through Trade and Investment”, ribadendo come le conoscenze e le competenze giochino un ruolo fondamentale per sfruttare tutte le opportunità offerte dalla transizione ecologica e digitale ed evitare che queste ultime siano nuovi fattori di esclusione economica e sociale, soprattutto per le fasce più vulnerabili. “Credo che ci siano tre priorità indispensabili per il futuro - ha detto Orlando - rafforzare gli investimenti rivolti a donne e giovani; migliorare lo scambio di conoscenze e della mobilità lavorativa e dare maggiore partecipazione ai sindacati e alle organizzazioni dell’economia sociale che promuovono migliore qualità e condizioni di lavoro”. “I punti fondamentali della nostra agenda comune - ha continuato - devono essere l'empowerment dei giovani, con investimenti e iniziative di formazione organizzate dall’Italia in numerosi Paesi del Mediterraneo e la sfida della mobilità, che rappresenta uno degli aspetti importanti sui quali concentrare la nostra attenzione per accompagnare il cambiamento del flusso di manodopera nei nostri Paesi. Il Decreto flussi adottato dal nostro Governo per l’accesso dei lavoratori stranieri va proprio in questa direzione. Dobbiamo intensificare gli sforzi per rafforzare l’interconnessione tra le nostre economie, creare un lavoro buono e di qualità e favorire l’inclusione sociale per meglio garantire pace e stabilità, condizioni essenziali per lo sviluppo”.